# Cambiare lavoro a metà anno: stipendio, TFR, ferie

> Cosa succede alla busta paga quando cambi lavoro: dimissioni telematiche, preavviso, ratei di tredicesima, ferie non godute, TFR con tassazione separata, CU entro il 12 gennaio, NASpI.

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# Cambiare lavoro a metà anno: cosa succede allo stipendio, giorno per giorno

Chi si dimette pensa alla data dell'ultimo giorno. **Le date che contano sono almeno altre quattro**, e una sta nell'anno dopo.

di [Giovanni Arena](https://cashbro.it/chi-siamo/) · pubblicata il 7 settembre 2026

Sono le undici di un martedì di giugno, hai appena firmato la lettera di assunzione con l'azienda nuova e ti resta da dare le dimissioni a quella vecchia. Da quel momento partono cinque date: sette giorni per cambiare idea, il preavviso del tuo contratto collettivo, l'ultimo giorno con la busta paga finale (ratei di tredicesima, ferie non godute, TFR), il 12 gennaio per consegnare la Certificazione Unica al datore nuovo, e il conguaglio di dicembre. Sul caso tipo, 1.600 euro lordi e uscita il 30 giugno dopo due anni e mezzo, l'ultima busta porta **559,39 euro netti di tredicesima** e un TFR di circa 3.600 euro lordi da cui l'azienda trattiene il 23 per cento, di cui una parte torna indietro, dopo.

Le dimissioni hanno un calendario.

Va percorso nell'ordine, perché ogni data ne apre un'altra.

Le ipotesi del conto

I numeri in euro valgono a queste condizioni. Cambia una riga e cambia il risultato.

- 1.600,00 euro lordi al mese su tredici mensilità, contributi al 9,19 per cento, primo scaglione IRPEF.
- Ultimo giorno di lavoro il 30 giugno 2026, con sei mesi di tredicesima maturati.
- Dieci giorni di ferie non godute, pagati a 1.600 diviso 26.
- Due anni e mezzo di anzianità, TFR accantonato di 1.436,74 euro per ogni anno intero, senza contare la rivalutazione.
- Nessun altro reddito nell'anno, nessun familiare a carico.

## Il giorno delle dimissioni, e i sette dopo

Le dimissioni non si danno più con una lettera. Sono efficaci solo se trasmesse per via telematica, con il modulo del Ministero del lavoro, direttamente con SPID o tramite un patronato, un sindacato o un consulente del lavoro; una lettera consegnata a mano, per la legge, non esiste. Entro **sette giorni** dalla trasmissione puoi revocarle con lo stesso mezzo, ed è l'unica settimana in cui la decisione si può ancora disfare senza chiedere niente a nessuno.

Da lì corre il **preavviso**, che il codice civile impone e il contratto collettivo misura: in giorni o settimane a seconda del livello e dell'anzianità. Durante il preavviso lavori e vieni pagato come sempre; se te ne vai prima, l'azienda trattiene dall'ultima busta un importo pari alle giornate di preavviso non date. Lo so che la tentazione di cominciare subito dall'altra parte è forte; la trattenuta però si vede tutta in un cedolino solo, e vale la pena chiederne la cifra prima di scegliere la data.

## L'ultimo giorno: la busta finale

Il cedolino dell'ultimo mese porta lo stipendio dei giorni lavorati più tre cose che negli altri mesi non compaiono.

I **ratei di tredicesima**. La mensilità aggiuntiva matura un dodicesimo al mese, e con l'uscita al 30 giugno ne hai sei: 800,00 euro lordi. Sono tassati come una mensilità aggiuntiva, quindi contributi al 9,19 per cento (73,52 euro), imponibile di 726,48 euro, IRPEF al 23 per cento senza detrazioni (167,09 euro): **559,39 euro netti**. Il motivo per cui su questa riga le detrazioni non ci sono [sta nella guida sulla tredicesima](https://cashbro.it/guide/tredicesima-piu-bassa-stipendio/).

Le **ferie non godute**. Le quattro settimane minime dell'anno non si possono trasformare in soldi, per legge, salvo un caso: la fine del rapporto. Dieci giorni residui valgono 1.600 diviso 26 per dieci, cioè 615,38 euro lordi, tassati come stipendio ordinario; il netto dipende da come l'azienda applica la detrazione in quel mese, e a occhio sta intorno ai 430 euro.

Il **TFR**. Ogni anno l'azienda ha accantonato la retribuzione divisa per 13,5, meno lo 0,50 per cento: 1.436,74 euro per anno intero, che in due anni e mezzo fanno circa 3.591,85 euro, anzi qualcosa in più, perché ogni 31 dicembre il TFR accantonato si rivaluta dell'1,5 per cento più i tre quarti dell'inflazione, e nel conto quella rivalutazione l'ho lasciata fuori. Se in azienda avevi scelto il fondo pensione, il TFR che matura è già lì e in busta non lo vedi; [come funziona quella scelta](https://cashbro.it/guide/tfr-azienda-o-fondo-pensione/) è un'altra guida.

Con l'ultimo giorno l'azienda fa anche il **conguaglio** dell'IRPEF su quello che ti ha pagato nell'anno: la norma lo prevede «alla data di cessazione», quindi la busta finale può portare un piccolo credito o un piccolo debito che chiude i sei mesi.

## Perché il TFR è tassato due volte, e la seconda a tuo favore?

Il TFR non entra nel reddito dell'anno. Ha una tassazione separata: l'azienda applica un'aliquota provvisoria, calcolata così: si prende il TFR, si divide per gli anni di servizio, si moltiplica per dodici come se fosse un reddito annuo, e si cerca l'aliquota IRPEF di quel reddito immaginario.

Sul caso tipo: 3.591,85 diviso 2,5 per dodici fa 17.240,88 euro, che sta nel primo scaglione. L'azienda trattiene il **23 per cento**, cioè 826,13 euro, e ti versa 2.765,72.

Poi arriva la seconda tassazione, anni dopo e in silenzio. L'Agenzia delle entrate ricalcola l'imposta con l'**aliquota media dei tuoi cinque anni precedenti**, cioè il rapporto fra l'IRPEF che hai pagato davvero e il reddito che avevi. Sul caso tipo l'imposta netta è 1.600,40 euro su 18.888,48 di imponibile: l'8,47 per cento. Applicato ai 3.591,85 euro di TFR fa 304,23 euro, contro gli 826,13 trattenuti: **521,90 euro** di differenza, che l'ufficio rimborsa o mette a conguaglio.

Quando arrivi a vederli non è chiaro dal testo della norma, che dice solo che gli uffici «provvedono a riliquidare l'imposta»; da quel che ho capito passano anni, e la somma arriva senza che tu l'abbia chiesta. Sul primo TFR di una carriera, con un reddito basso, la differenza fra il 23 per cento provvisorio e l'aliquota media vera è quasi sempre a tuo favore, e vale la pena sapere che esiste per non spendere il rimborso prima di averlo visto.

## Il primo giorno nell'azienda nuova

Il datore nuovo ricomincia da zero: calcola le ritenute e le detrazioni sulla proiezione di quello che pagherà lui, come se l'anno cominciasse a luglio. Fino a dicembre vedrai una busta paga corretta mese per mese, con la detrazione per lavoro dipendente calcolata su un reddito annuo stimato più basso di quello vero.

Un dettaglio che chi prepara le buste paga conosce bene: il datore nuovo non sa niente del TFR, delle ferie o della tredicesima che ti ha pagato quello vecchio, e non deve saperlo. Sa solo quello che gli dici tu, e c'è una data in cui dirglielo conviene.

## Il 12 gennaio: la Certificazione Unica del datore vecchio

A dicembre il datore nuovo fa il conguaglio sui suoi sei mesi. Se gli consegni la Certificazione Unica del datore precedente **entro il 12 gennaio**, la norma gli permette di fare un conguaglio unico su tutto l'anno, somma i due redditi e ricalcola detrazioni e scaglioni; il risultato è di solito una trattenuta, perché tutti e due i datori hanno applicato la detrazione piena sui loro mesi, ognuno su un reddito annuo stimato più basso.

Se non la consegni, la stessa differenza arriva con il 730, mesi dopo e senza rate. La scelta è fra un debito piccolo a gennaio e lo stesso debito a luglio, e [come funziona il conguaglio](https://cashbro.it/guide/conguaglio-fine-anno-busta-paga/) sta in una guida a parte.

La CU del datore vecchio arriva di norma nei primi mesi dell'anno dopo, e per il 12 gennaio serve prima: si chiede all'ufficio paghe al momento dell'uscita, o si ricostruisce dai cedolini.

## E la NASpI, se ti sei dimesso?

Chi si dimette non ha la NASpI. La legge la riconosce a chi ha perso il lavoro «involontariamente», e le dimissioni volontarie non lo sono, salvo la giusta causa e le dimissioni nel periodo protetto della maternità.

Fin qui lo sanno tutti.

La parte nuova è del 2025, ed è scritta in una lettera aggiunta ai requisiti: se ti dimetti da un contratto a tempo indeterminato e nei **dodici mesi successivi** perdi involontariamente il lavoro nuovo, la NASpI ti spetta solo se dopo le dimissioni hai maturato almeno **tredici settimane di contribuzione**. Tre mesi.

Chi lascia un indeterminato per un contratto nuovo che finisce dopo due mesi, o non supera la prova, resta senza indennità: le settimane della vecchia azienda, per questo conto, non valgono più.

Sul caso tipo, con l'uscita il 30 giugno e un contratto nuovo che si chiude a fine agosto, la NASpI non c'è; se si chiude a metà ottobre, con tredici settimane piene, c'è. È un dettaglio di calendario che vale [più di un anno di indennità](https://cashbro.it/guide/quanti-mesi-di-spese-da-parte/), e nel contratto nuovo la data che lo decide è quella del periodo di prova.

## Dove lo controlli tu

- **Il preavviso.** Nel tuo contratto collettivo cerca la tabella del preavviso per livello e anzianità, e conta i giorni dalla data di trasmissione delle dimissioni. Se la data di inizio nell'azienda nuova cade prima, la differenza te la trattengono.
- **La busta finale.** Cerca le righe «rateo 13ª», «ferie non godute» o «indennità sostitutiva ferie» e «TFR». Sul rateo di tredicesima la detrazione non deve esserci; sul TFR la ritenuta dovrebbe essere vicina all'aliquota del tuo scaglione, e una riga a parte deve riportare la tassazione separata.
- **La CU del datore vecchio.** Chiedila all'uscita, non a marzo. Il 12 gennaio è il termine per consegnarla al datore nuovo, e la lettera di assunzione di solito non lo dice.
- **Le tredici settimane.** Sull'estratto conto contributivo INPS conta le settimane dopo la data delle dimissioni. Sotto tredici, un contratto nuovo che finisce male ti lascia senza NASpI; la data del periodo di prova sta nella lettera di assunzione, e le due vanno lette insieme. [Quanto varrebbe la NASpI](https://cashbro.it/guide/quanti-mesi-di-spese-da-parte/) sul tuo stipendio è un conto a parte.

## Tre cose che vanno storte quando si cambia lavoro

### Cominciare il lavoro nuovo prima che finisca il preavviso

La trattenuta per il preavviso non dato si vede tutta insieme nell'ultima busta, e su un preavviso di un mese vale uno stipendio. Nella trattativa con l'azienda nuova la data di inizio è negoziabile quasi sempre; il preavviso no.

### Spendere il TFR come se fosse netto

I 2.765,72 euro che arrivano sono al netto di un'aliquota provvisoria. Il conto vero lo fa l'Agenzia anni dopo, e sul primo TFR di solito restituisce; ma se nei cinque anni precedenti hai avuto redditi alti, può anche chiedere. La cifra in busta è un acconto in tutte e due le direzioni.

### La detrazione applicata due volte

Questo non dipende da te. Ogni datore applica la detrazione per lavoro dipendente sui mesi che paga lui, calcolata su un reddito annuo che vede solo per metà; a fine anno il totale delle detrazioni applicate supera quello dovuto e la differenza si ripaga. Il sistema funziona così per costruzione, e la CU consegnata il 12 gennaio serve a farlo chiudere in busta paga invece che in dichiarazione.

## Domande frequenti

No. Senza il modulo telematico del Ministero le dimissioni sono inefficaci, salvo che siano rese davanti a una commissione di certificazione o nelle sedi protette. Il datore non può accettare una lettera al posto del modulo.

Di solito con l'ultima busta o poco dopo; il momento esatto lo fissa il contratto collettivo. Se il TFR stava nel fondo pensione, resta lì e non arriva in busta.

La norma parla di settimane di contribuzione dopo le dimissioni, e il periodo di prova è lavoro contribuito come gli altri. Il problema è la durata: una prova che finisce male prima di tre mesi lascia senza NASpI chi si era dimesso da un indeterminato.

## Fonti

- D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 151, articolo 26: dimissioni «esclusivamente con modalità telematiche», revoca entro sette giorni, trasmissione anche tramite patronati, sindacati e consulenti del lavoro. Testo vigente consultato il 7 settembre 2026 su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-09-14;151~art26!vig=2026-09-07)
- D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, articolo 10, commi 1 e 2: quattro settimane di ferie, non sostituibili da indennità «salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro». Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-04-08;66~art10!vig=2026-09-07)
- Codice civile, articoli 2118 (preavviso e indennità sostitutiva) e 2120 (TFR: retribuzione annua divisa per 13,5, rivalutazione dell'1,5 per cento più il 75 per cento dell'indice ISTAT). Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it)
- DPR 22 dicembre 1986, n. 917, articolo 19, comma 1: aliquota provvisoria sul TFR diviso gli anni e moltiplicato per dodici, riliquidazione degli uffici «in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti». Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1986-12-22;917~art19!vig=2026-09-07)
- DPR 29 settembre 1973, n. 600, articolo 23, commi 3 e 4: conguaglio «alla data di cessazione» e Certificazione Unica dei rapporti precedenti da consegnare entro il 12 gennaio. Testo in vigore fino al 31 dicembre 2026, su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1973-09-29;600~art23!vig=2026-09-02)
- D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, articolo 3, commi 1 e 2: NASpI per chi ha perso il lavoro involontariamente, e lettera c-bis) per gli eventi dal 1° gennaio 2025, con le tredici settimane di contribuzione dopo le dimissioni da un tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-03-04;22~art3!vig=2026-09-07)
- Il conto dal lordo al netto del caso tipo e il TFR annuo di 1.436,74 euro, svolti nella guida sulla prima busta paga di questo sito.
- Il tuo contratto collettivo e la tua lettera di assunzione, che non sono documenti pubblici.

**Nota metodologica.** Senza la rivalutazione, che avrebbe aggiunto qualche decina di euro, due anni e mezzo di TFR fanno 3.591,85 euro; l'aliquota media dell'8,47 per cento è quella del caso tipo, applicata a tutti e cinque gli anni, e il netto delle ferie è una stima. Date e termini vengono dai testi in fonte, letti il 7 settembre 2026. Un'uscita con preavviso non dato e un'ultima busta con TFR non le ho gestite di persona: qui trovi i documenti e il conto.

Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. [Chi scrive](https://cashbro.it/chi-siamo/)

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