# Conto deposito per soldi che servono a breve

> Quanto rende davvero un conto deposito su 3.000 euro: tasso medio Banca d'Italia, ritenuta del 26 per cento, bollo, vincolo e svincolo. Il conto svolto su due mesi e su un anno.

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# Conto deposito: dove tengo i soldi che mi servono fra due mesi

«Qual è il miglior conto deposito» è la domanda che tutti fanno a gennaio, e ha una risposta. **Solo che sui soldi che servono a breve sposta meno di quanto sembri**, e la riga che conta sta più in basso nel foglio informativo.

di [Giovanni Arena](https://cashbro.it/chi-siamo/) · pubblicata il 2 settembre 2026

Qual è il conto deposito che rende di più? La risposta esiste, cambia ogni mese ed è la cosa che conta meno se i soldi ti servono fra due mesi. Su 3.000 euro tenuti per sessanta giorni al tasso medio che le banche hanno pagato a maggio 2026 sui depositi vincolati fino a un anno delle famiglie, il 2,32 per cento, restano in tasca **7,58 euro** dopo la ritenuta e il bollo; un conto che paga mezzo punto in più ne lascia 9,43. La differenza fra un buon conto e uno mediocre, su quella cifra e su quel tempo, è meno di due euro. La differenza fra un conto libero e uno vincolato a dodici mesi, se i soldi servono a novembre, è tutta la somma.

Presti una somma a una banca, lei ti paga un interesse e te la restituisce quando la chiedi oppure a una data concordata: questo contratto si chiama **conto deposito**, o deposito a risparmio. Il portale di educazione finanziaria della Banca d'Italia lo chiama «strumento di investimento» e lo distingue dal conto corrente per due cose: rende di più e fa meno cose. Di solito non ha carte, non ha fido, e spesso si può alimentare solo da un conto corrente di appoggio.

Sui soldi che devono servire fra poco quella seconda differenza pesa più della prima, e la risposta arriva in fondo. Prima la domanda com'è posta, che merita una risposta vera.

## Come si confrontano due conti deposito

Il tasso che leggi in pubblicità è lordo e annuo. Per arrivare a quello che ti resta servono tre passaggi, sempre gli stessi.

Il primo è la ritenuta: sugli interessi dei conti e dei depositi bancari lo Stato trattiene il **26 per cento**, la banca lo fa da sola e sul conto arriva già il netto.

Il secondo è il bollo, e qui le fonti che ho letto non dicono la stessa cosa. Il decreto del 2012 sull'imposta di bollo mette i depositi bancari fra i «prodotti finanziari», che pagano un'imposta proporzionale sul valore, mentre il portale della Banca d'Italia scrive che sui depositi con giacenza media sopra i 5.000 euro si paga il bollo, che è la regola dei conti correnti (34,20 euro fissi, niente sotto quella soglia). Da quel che ho capito dipende da come il singolo contratto è costruito, e la riga giusta sta nel foglio informativo del conto, alla voce imposta di bollo; qui nel conto uso la versione proporzionale, che è la più frequente nei fogli informativi, e non mi è chiaro quale delle due prevalga in un contenzioso.

Il terzo è il tempo. Un tasso annuo su due mesi vale un sesto.

Le ipotesi del conto

I tassi sono medie di mercato. Il tuo foglio informativo comanda sul mio esempio.

- 3.000,00 euro, versati in una volta e lasciati fermi.
- Tasso lordo annuo del 2,32 per cento, media di maggio 2026 sui nuovi depositi con durata fino a un anno delle famiglie.
- Ritenuta del 26 per cento sugli interessi.
- Imposta di bollo proporzionale dello 0,2 per cento l'anno sul valore, rapportata ai mesi.
- Nessun canone, nessuna spesa di apertura o chiusura, interessi liquidati alla fine.

Su un anno intero: 3.000 per 2,32 per cento fa 69,60 euro lordi; la ritenuta del 26 per cento porta via 18,10; restano 51,50; il bollo dello 0,2 per cento su 3.000 euro vale 6,00. Netto finale **45,50 euro**, l'1,52 per cento della somma.

Su due mesi la stessa somma rende un sesto: 11,60 euro lordi, 3,02 di ritenuta, 8,58 netti, un euro di bollo rapportato ai due mesi. **7,58 euro.**

Con un conto che paga il 2,82 per cento, cioè mezzo punto sopra la media, i due mesi rendono 14,10 lordi, 10,43 netti, 9,43 dopo il bollo. La classifica che cerchi vale **1,85 euro**.

Sul conto corrente, che a maggio 2026 pagava in media lo 0,28 per cento sulle giacenze delle famiglie, gli stessi 3.000 euro per un anno fanno 8,40 euro lordi e 6,22 netti, senza bollo se la giacenza media resta sotto i 5.000 euro. Il deposito, sull'anno, batte il conto corrente di 39,28 euro; sui due mesi, di poco più di sei.

## Perché il tasso decide così poco?

Sono numeri piccoli perché la somma è piccola e il tempo è corto, e mi pare vada detto senza girarci intorno: la matematica del conto deposito lavora su cifre e durate che una persona con 1.600 euro lordi al mese raggiunge raramente nel primo anno che mette da parte. Con 30.000 euro per un anno il mezzo punto vale 111 euro netti, che è un'altra conversazione.

Verrebbe da dire che allora, con 3.000 euro, il conto deposito non serve. Non è così: 45 euro l'anno per un contratto che si apre in mezz'ora sono soldi, e la banca li paga per tenere lì i tuoi. Cambia un'altra cosa: il tempo che perdi a scegliere il conto con il tasso più alto, anzi il tempo e i vincoli che accetti per averlo, valgono più dell'euro e ottanta che ci guadagni.

Su questo la mia posizione è netta, e riguarda il prodotto: **per i soldi che servono entro pochi mesi, il vincolo costa più di quanto renda.** La prova è sopra: due mesi al tasso medio fanno 7,58 euro, e un vincolo a dodici mesi che si rompe con la perdita degli interessi maturati, come prevede la maggior parte dei contratti secondo la Banca d'Italia, li azzera.

## La domanda che sposta di più: quando ti servono

Il foglio informativo di un conto deposito ha una riga che dice se il deposito è **libero** o **vincolato**, e sotto quella, se è vincolato, cosa succede a chiedere i soldi prima.

Il deposito libero si ritira quando vuoi, senza penali; paga meno. Il deposito vincolato ha una scadenza, in genere da un mese a quattro anni, e paga di più proprio perché la banca sa per quanto tempo può contare su quei soldi; chiedere lo svincolo prima, dove è ammesso, costa di solito gli interessi maturati, a volte tutti. Quel «dove è ammesso» pesa: alcuni contratti il rientro anticipato non lo prevedono affatto, e probabilmente è la clausola che si legge meno di tutte al momento della firma.

Poi c'è il tempo fisico. I soldi su un deposito quasi sempre rientrano sul conto corrente di appoggio, e da lì al pagamento che devi fare passa un bonifico; se la banca del deposito e quella del conto sono diverse, la somma può stare in viaggio un giorno lavorativo, e i giorni lavorativi non contano il sabato.

Quindi la sequenza di domande, per soldi che servono fra due mesi, è questa: il deposito è libero, oppure ha una scadenza più corta di due mesi? Se è vincolato, lo svincolo è previsto, e a che prezzo? Quanto ci mette la somma a tornare sul conto da cui pagherai? Il tasso arriva quarto, ed è la domanda con cui tutti cominciano.

## Dove lo controlli tu

- **La riga del vincolo.** Nel foglio informativo cerca «vincolo», «svincolo» o «rimborso anticipato». Deve esserci scritto se puoi ritirare prima della scadenza e cosa perdi; se non c'è scritto niente, la domanda va fatta per iscritto prima di versare.
- **Il tasso, netto e sul tuo tempo.** Prendi il tasso lordo, moltiplicalo per 0,74, e rapportalo ai mesi che ti servono. Poi togli il bollo come lo descrive lo stesso foglio informativo: proporzionale sul valore oppure fisso sopra i 5.000 euro di giacenza. Il risultato è in euro, ed è l'unico numero confrontabile fra due offerte.
- **La garanzia.** Sul foglio informativo o sul sito della banca cerca l'adesione al Fondo interbancario di tutela dei depositi, o al fondo del credito cooperativo. Il rimborso in caso di crisi copre fino a 100.000 euro per persona e per banca; con 3.000 euro il tetto non ti riguarda, l'adesione sì. Per una banca di un altro paese dell'Unione la garanzia è quella del paese di origine, e il foglio lo dice.
- **Il conto di appoggio.** Se il deposito si alimenta solo da un conto corrente della stessa banca, conta anche quello nel confronto: [il foglio informativo del conto](https://cashbro.it/guide/foglio-informativo-conto/) dice cosa costa, e [la spesa media rilevata sui conti veri](https://cashbro.it/notizie/costo-conti-correnti/) dà il termine di paragone. Quanti mesi di spese hai già coperto, e da quale margine parti, [stanno in due conti a parte](https://cashbro.it/guide/quanti-mesi-di-spese-da-parte/).

Il margine mensile da cui nascono questi 3.000 euro [è svolto nella guida sul fine mese](https://cashbro.it/guide/stipendio-fine-mese/).

## Tre cose che vanno storte con i soldi vincolati

### Vincolare la somma che poi serve

È l'errore che questa pagina esiste per intercettare. Il tasso più alto compra un vincolo, e il vincolo si paga con gli interessi il giorno in cui la caldaia si rompe: su 3.000 euro a dodici mesi gli interessi che si perdono sono al massimo 45,50, e non è quello il danno; il danno è quando lo svincolo non è previsto e i soldi restano dove sono.

### Confrontare tassi lordi con tassi netti

La pubblicità dice lordo, il foglio informativo a volte dice netto, e il 26 per cento in mezzo cambia il vincitore del confronto. Il 2,32 e l'1,72 sono lo stesso numero, prima e dopo la ritenuta.

### Il tasso promozionale che scade da solo

Questo non dipende da un errore di chi firma. Molti depositi pagano il tasso pieno per un periodo e poi tornano a un tasso base, che sta scritto più in basso e in corpo più piccolo; la banca deve comunicare le modifiche unilaterali con due mesi di anticipo, ed è un obbligo, ma la scadenza di una promozione stava nel contratto dal primo giorno, e per quella nessun avviso è dovuto.

## Fonti

- Banca d'Italia, «Banche e moneta: serie nazionali», giugno 2026, pubblicato l'11 agosto 2026, tavola 2.7: tasso sui nuovi depositi con durata prestabilita fino a un anno delle famiglie, 2,32 per cento a maggio 2026 (2,22 a giugno, dato provvisorio); tavola 2.8: tasso sulle consistenze dei depositi in conto corrente, 0,28 per cento ad aprile 2026. [bancaditalia.it](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/moneta-banche/2026-moneta/statistiche_BAM_20260811.pdf)
- Decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, articolo 3 comma 1: ritenute sui redditi di capitale al 26 per cento. Testo vigente consultato il 2 settembre 2026 su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2014-04-24;66~art3!vig=2026-09-02)
- DPR 29 settembre 1973, n. 600, articolo 26 comma 2: ritenuta operata dalle banche sugli interessi dei conti correnti e dei depositi. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1973-09-29;600~art26!vig=2026-09-02)
- Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, articolo 19 commi 1 e 2: imposta di bollo fissa di 34,20 euro sugli estratti conto delle persone fisiche, esenzione sotto i 5.000 euro di giacenza media, imposta proporzionale sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201~art19!vig=2026-09-02)
- Ministero dell'economia e delle finanze, decreto 24 maggio 2012, articolo 1 lettera c): fra i prodotti finanziari «i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati». In Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1° giugno 2012. [gazzettaufficiale.it](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/06/01/12A06249/sg)
- Banca d'Italia, «L'economia per tutti», scheda «Il conto di deposito»: tassazione al 26 per cento, bollo sopra i 5.000 euro di giacenza media, depositi liberi e vincolati, penali di svincolo, garanzia fino a 100.000 euro per persona e per banca, preavviso di due mesi per le modifiche unilaterali. Consultata il 2 settembre 2026. [economiapertutti.bancaditalia.it](https://economiapertutti.bancaditalia.it/aree-tematiche/conto-corrente/il-conto-di-deposito/)
- Il foglio informativo del tuo conto deposito, che vale più di questa pagina sui tuoi numeri.

**Nota metodologica.** Lo 0,2 per cento di bollo è l'unico numero di questa pagina preso di seconda mano: l'ho letto nei fogli informativi e nel decreto del 2012, e la legge di bilancio 2014 che ne fissa la misura oggi non l'ho aperta. I tassi sono le medie della Banca d'Italia, gli importi in euro escono dalle ipotesi del riquadro con una moltiplicazione, e il netto l'ho ricontrollato risalendo dal risultato.

Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. [Chi scrive](https://cashbro.it/chi-siamo/)

## Continua da qui

### Quanti mesi di spese servono da parte: il conto, invece della regola

### Cosa diventano 50 euro al mese nel tempo

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