# Cosa si firma per aprire un conto corrente

> I documenti dell'apertura di un conto letti in ordine: contratto scritto, modifica unilaterale, adeguata verifica antiriciclaggio, residenza fiscale, consensi privacy. Cosa impone la legge e cosa no.

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# Cosa firmi quando apri un conto corrente, foglio per foglio

Dei fogli che firmi per aprire un conto, uno è il contratto e gli altri sono cose che la legge chiede alla banca di chiedere a te. **Confonderli è normale, perché arrivano tutti insieme.**

di [Giovanni Arena](https://cashbro.it/chi-siamo/) · pubblicata il 7 settembre 2026

Per aprire un conto corrente firmi, a occhio, fra le cinque e le otto volte, e di quelle firme una sola è il contratto. Le altre sono una clausola che approva in anticipo le modifiche future, un questionario che la banca deve farti per legge antiriciclaggio, un'autocertificazione sulla residenza fiscale, e i consensi sui dati, di cui uno si può non dare e il conto si apre lo stesso. La legge bancaria vuole il contratto per iscritto e una copia in mano a te; il resto lo percorriamo nell'ordine in cui di solito lo mettono davanti.

Il fascicolo dell'apertura ha un ordine, e non è casuale: prima le cose che devi sapere, poi quello che firmi, poi quello che la banca deve sapere di te. Lo percorro dalla prima pagina all'ultima.

## Prima della firma: i fogli che non si firmano

Il documento informativo sulle spese, e per i conti che ancora lo usano il foglio informativo, vanno consegnati prima. Non li firmi; te li danno perché tu sappia il prezzo, e la legge bancaria vuole che il contratto non possa contenere condizioni peggiori di quelle pubblicizzate. [Come si legge quel documento](https://cashbro.it/guide/foglio-informativo-conto/) è un'altra guida; qui conta che, se in filiale te lo consegnano insieme al contratto invece che prima, la sequenza è sbagliata e puoi dirlo.

## Il contratto

È il foglio con il nome commerciale del conto in alto, il tuo nome e il codice IBAN.

L'articolo 117 del testo unico bancario dice tre cose in tre commi: i contratti «sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti»; senza forma scritta «il contratto è nullo»; e il contratto «indica il tasso d'interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati». Quindi dentro ci devono essere il canone, il costo delle operazioni, il tasso creditore e quello debitore, con i numeri, e una clausola che rinvia «agli usi» per fissarli è nulla per legge. Se un prezzo manca, si applica quello pubblicizzato, e se non è stato pubblicizzato «nulla è dovuto».

La copia è tua di diritto. Se apri online, la copia è il file che ti mandano o che scarichi dall'area riservata, e va salvato il giorno stesso: è la versione delle condizioni che hai firmato, e fra due anni non sarà più quella online.

Il contratto è a tempo indeterminato, e l'articolo 120-bis dice che puoi recedere quando vuoi «senza penalità e senza spese di chiusura».

## La clausola che approva le modifiche future

Dentro il contratto, o subito dopo, c'è un foglio con una firma a parte che spesso si mette senza leggere.

È la clausola di **modifica unilaterale**.

L'articolo 118 del testo unico permette alla banca di cambiare tassi, prezzi e condizioni di un contratto a tempo indeterminato, a due condizioni: che esista «un giustificato motivo», e che la facoltà sia stata «convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente». La firma a parte serve a quello. Senza, la banca non può toccare le condizioni; con, può, e la contropartita per te sta nel comma dopo.

Ogni modifica va comunicata con la formula «Proposta di modifica unilaterale del contratto», in evidenza, con **due mesi** di preavviso; se non sei d'accordo hai fino alla data di applicazione per chiudere il conto «senza spese», e nel frattempo valgono le condizioni vecchie. Se la banca non rispetta la procedura, le modifiche sfavorevoli «sono inefficaci».

Quel foglio, quindi, è la camurria che si paga per avere un conto a tempo indeterminato: la banca si tiene la porta aperta e tu ti tieni il diritto di uscire senza pagare ogni volta che la usa. Le comunicazioni di modifica arrivano nell'area riservata, dove nessuno va, e i due mesi corrono da lì.

## Perché la banca ti chiede che lavoro fai?

Poi arrivano le domande. Che lavoro fai, da dove vengono i soldi che verserai, a cosa ti serve il conto, se agisci per conto di qualcun altro, se sei o sei stato una persona politicamente esposta.

Non le fa la banca per curiosità: le impone il decreto antiriciclaggio, all'articolo 18, che chiama tutto questo **adeguata verifica della clientela**. Le lettere del comma 1 elencano cosa deve fare chi apre un rapporto: identificarti «sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente»; identificare il titolare effettivo, cioè la persona vera dietro il conto se non sei tu; acquisire informazioni «sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo», comprese «quelle relative all'attività lavorativa»; e controllare il rapporto «per tutta la sua durata», con «la verifica della provenienza dei fondi» se il rischio lo richiede.

Quindi la domanda sul lavoro è obbligatoria, e la banca può tornarci sopra anche fra tre anni, quando arriva un bonifico che non somiglia agli altri. Rispondere in modo vago non aiuta: la verifica continua nel tempo, e un profilo scritto male produce domande dopo, quando un'operazione resta bloccata finché non spieghi da dove viene la somma.

Le domande che ti fanno, e chi le impone

Nessuna di queste è una scelta della banca. Stanno nell'articolo 18 del decreto 231 del 2007.

- Chi sei, con un documento valido: identificazione e verifica dell'identità.
- Per chi agisci, se non per te: il titolare effettivo.
- A cosa serve il conto e che lavoro fai: scopo e natura del rapporto.
- Da dove vengono i soldi, quando il rischio lo richiede: provenienza dei fondi, anche durante il rapporto.

## L'autocertificazione sulla residenza fiscale

Un foglio chiede in quale paese paghi le tasse, e se sei cittadino o residente fiscale negli Stati Uniti.

Viene dagli accordi internazionali sullo scambio automatico di informazioni fra amministrazioni fiscali: quello con gli Stati Uniti è stato ratificato con la legge 95 del 2015, e le banche italiane devono raccogliere l'autocertificazione da chi apre un rapporto. Per chi è nato, vive e lavora in Italia è una casella; per chi ha una doppia cittadinanza o ha vissuto all'estero è il foglio da compilare con più attenzione di tutti, perché una risposta sbagliata qui viaggia verso un'altra amministrazione.

## I consensi sui dati

In fondo al fascicolo, due o tre caselle sulla privacy. Una riguarda il trattamento dei dati necessario a tenere il conto, e senza quella il conto non si apre. Le altre riguardano la pubblicità, le offerte commerciali, la cessione dei dati a società del gruppo o a terzi.

Il regolamento europeo sulla protezione dei dati, all'articolo 7, dice che se il consenso è chiesto dentro un documento che riguarda anche altre cose, la richiesta deve essere «chiaramente distinguibile dalle altre materie»; che il consenso si può revocare «in qualsiasi momento» e «con la stessa facilità con cui è accordato»; e che nel valutare se è stato dato liberamente si guarda se un servizio sia stato «condizionato alla prestazione del consenso» a un trattamento non necessario. Detto per l'apertura di un conto: la casella del marketing è separata, non è una condizione, e il conto si apre anche lasciandola vuota.

Lo sportellista che dice «firmi qui, qui e qui» non sta imbrogliando nessuno, probabilmente non ha nemmeno il tempo di distinguere; ma le tre firme non hanno lo stesso peso, e l'ultima si può non mettere.

## E le firme che arrivano dopo il conto?

Carta di debito, home banking, eventuale carta di credito o fido: ognuno è un contratto a sé, con il suo foglio informativo e le sue condizioni, anche quando arrivano nello stesso plico. La carta di credito e il fido sono credito, e la banca valuta il merito creditizio prima di darli; [cosa costa un fido](https://cashbro.it/guide/fido-conto-debito/) sta in una guida a parte, e non va firmato per inerzia insieme al conto.

Tre firme. Cinque. Otto. Il numero cambia da banca a banca, e mi pare conti meno di sapere quale foglio è il contratto.

## Dove lo controlli tu

- **La copia.** Cerca il file o il fascicolo firmato. Se non ce l'hai, chiedilo per iscritto: l'esemplare consegnato al cliente è un obbligo di legge, e senza forma scritta il contratto sarebbe nullo. Nel documento cerca il canone e le voci di costo scritte in cifre; una condizione «secondo gli usi» non vale.
- **La clausola di modifica unilaterale.** Trova la firma specifica. Poi, nell'area riservata, cerca le comunicazioni con la formula «Proposta di modifica unilaterale del contratto»: se ce n'è una di meno di due mesi fa, il diritto di uscire senza spese alle condizioni vecchie è ancora aperto.
- **Il profilo antiriciclaggio.** Se il tuo lavoro o le tue entrate sono cambiate dal giorno dell'apertura, aggiornare il profilo prima che la banca lo chieda evita il bonifico fermo. Sul documento informativo delle spese, che è dove il prezzo sta scritto prima della firma, [c'è un'altra guida](https://cashbro.it/guide/foglio-informativo-conto/); quanto costa in media tenere un conto [sta nella notizia](https://cashbro.it/notizie/costo-conti-correnti/).

## Tre cose che vanno storte all'apertura

### Firmare la clausola di modifica e non aprire più l'area riservata

I due mesi corrono dalla comunicazione, e la comunicazione sta lì dentro. Chi la scopre dall'addebito nuovo ha perso il diritto di uscire alle condizioni vecchie.

### Rispondere a caso al questionario sull'attività

Non è un modulo di cortesia. Il profilo scritto all'apertura è quello con cui la banca leggerà i tuoi movimenti per anni, e un'entrata che non gli somiglia produce una richiesta di chiarimenti, a volte un blocco temporaneo, finché non spieghi.

### Il consenso che sembra obbligatorio perché sta nello stesso foglio

Questo non dipende da te. Il regolamento chiede che la richiesta di consenso sia distinguibile dalle altre materie, e in molti fascicoli lo è per un titolo in grassetto e niente altro; le tre caselle in fila, con la penna in mano e lo sportellista che aspetta, si barrano insieme. La revoca dopo è un diritto, e va chiesta con la stessa facilità con cui il consenso è stato dato, per legge.

## Domande frequenti

Puoi non firmarla, e allora la banca non può cambiare le condizioni con quella procedura; nella pratica molte banche non aprono il conto senza. Quello che conta è sapere che la firma è specifica e che ogni modifica dà due mesi per uscire gratis.

La legge chiede alla banca di tenere aggiornato il profilo per tutta la durata del rapporto, e chiede a te informazioni veritiere quando te le domanda. Avvisare prima evita che un accredito diverso dal solito resti fermo.

## Fonti

- D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, articolo 117, commi 1, 3, 4, 6 e 7: forma scritta, esemplare al cliente, nullità, indicazione del tasso e di ogni prezzo, nullità del rinvio agli usi e delle condizioni peggiori di quelle pubblicizzate. Testo vigente consultato il 7 settembre 2026 su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1993-09-01;385~art117!vig=2026-09-07)
- D.Lgs. 385/1993, articolo 118, commi 1, 2 e 3: clausola approvata specificamente, giustificato motivo, formula «Proposta di modifica unilaterale del contratto», due mesi di preavviso, recesso senza spese, inefficacia delle modifiche irregolari. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1993-09-01;385~art118!vig=2026-09-07)
- D.Lgs. 385/1993, articolo 120-bis: recesso senza penalità e senza spese, come già citato nella guida sul foglio informativo. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it)
- D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, articolo 18, comma 1, lettere a), b), c) e d): contenuto dell'adeguata verifica della clientela. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-11-21;231~art18!vig=2026-09-07)
- Legge 18 giugno 2015, n. 95, ratifica dell'accordo con gli Stati Uniti sulla normativa FATCA e adempimenti delle istituzioni finanziarie. Su [normattiva.it](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-06-18;95!vig=2026-09-07)
- Regolamento (UE) 2016/679, articolo 7, paragrafi 2, 3 e 4: consenso distinguibile, revocabile con la stessa facilità, e valutazione della libertà del consenso quando un servizio è condizionato. [eur-lex.europa.eu](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32016R0679)
- Il tuo contratto di conto corrente, che non è un documento pubblico.

**Nota metodologica.** Qui non c'è il fascicolo di nessuna banca: c'è l'ordine in cui le norme in fonte chiedono i documenti, letto il 7 settembre 2026, e i nomi dei fogli sono quelli che ricorrono di solito. Su come le singole banche raccolgano l'autocertificazione fiscale non ho aperto le disposizioni attuative, e ho tenuto il paragrafo sul meccanismo. Di una firma rifiutata allo sportello non ho un ricordo da raccontarti: quello che leggi esce dalle norme, foglio per foglio.

Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. [Chi scrive](https://cashbro.it/chi-siamo/)

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