# Cosa succede se salti una rata di un prestito

> Mora, sollecito obbligatorio dopo 30 giorni, preavviso e 15 giorni prima della segnalazione, default a 90 giorni. E quando i dati si cancellano: 12, 24 o 36 mesi.

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# Cosa succede se salti una rata: la cronologia, giorno per giorno

Fra il giorno della scadenza e la segnalazione ci sono termini precisi, scritti in documenti pubblici. **Uno di quei termini dura quindici giorni** ed è quello che quasi nessuno sa di avere.

di [Giovanni Arena](https://cashbro.it/chi-siamo/) · pubblicata il 25 agosto 2026

Saltare una rata da 200 euro per un mese costa 2,43 euro di interessi di mora. Saltarne una terza invece di fermarsi alla seconda costa dodici mesi in più di storia registrata in una banca dati che le banche consultano prima di dirti sì. Da quel momento partono orologi diversi, e nessuno è quello che immagini: il costo aritmetico è piccolo, quello che si accumula altrove no.

Nessuno salta una rata perché se n'è dimenticato, o quasi nessuno. Si salta perché quel mese è entrato meno di quanto è uscito, e il giorno dopo comincia una sequenza che nessuno racconta per intero.

Vale la pena percorrerla nell'ordine in cui succede, e comincia il giorno stesso.

La mora scatta da sola. Quando il pagamento va eseguito al domicilio del creditore, il codice civile la fa decorrere senza bisogno di alcun sollecito: non c'è un periodo di cortesia scritto in una norma, e quello che il contratto chiama tolleranza è una scelta di chi lo ha scritto.

Quanto costa. Il tasso medio rilevato sul credito personale per il trimestre in corso è l'11,68 per cento, e il decreto che lo pubblica rileva anche quanto vale in media la maggiorazione che si pattuisce per la mora: **3,1 punti percentuali** sul complesso dei prestiti diversi dai mutui e dal leasing. Sommati fanno il 14,78 per cento. Su 200,00 euro per trenta giorni sono **2,43 euro**.

Su questo tasso esiste un tetto, e il conto per ricavarlo non lo pubblica nessuno. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito nel 2020 che le norme antiusura si applicano anche agli interessi di mora, e che quando il decreto rileva anche la maggiorazione media la soglia si costruisce sulla somma dei due valori. Con la formula del decreto applicata a quella somma, per il credito personale nel trimestre luglio settembre 2026 viene **22,4750 per cento**, contro il 18,6000 che vale per gli interessi normali. Se sul tuo contratto la mora supera quel numero, la clausola non regge.

Il costo dei primi trenta giorni, comunque, sono due euro e quarantatré.

## Dal trentunesimo giorno: la lettera che ti devono mandare

Qui c'è un obbligo che in pochi conoscono, ed è recente.

Le disposizioni di trasparenza della Banca d'Italia, nella parte aggiunta a febbraio 2025 e che si applica dall'8 marzo dello stesso anno, dicono che in caso di ritardato pagamento di una rata **per oltre trenta giorni**, e comunque con congruo anticipo rispetto all'avvio di procedure di recupero giudiziale, il finanziatore informa il consumatore per iscritto su due cose: le conseguenze degli omessi pagamenti e **le misure di sostegno eventualmente disponibili**.

Le misure non sono generiche, e il catalogo è già scritto: rifinanziamento totale o parziale, estensione della durata, modifica del tipo di contratto, differimento delle rate, rinegoziazione del tasso, sospensione temporanea, rimborsi parziali, remissione parziale e consolidamento del debito. Otto voci; quante volte una di queste venga davvero offerta a chi non la chiede non è chiaro, e nessun documento pubblico lo dice.

Quella lettera, se arriva, non è un sollecito. È il documento da cui si comincia a trattare.

## Il preavviso, e i quindici giorni che decidono

Prima che il tuo ritardo diventi visibile agli altri finanziatori deve succedere una cosa precisa, e la regola sta nel codice di condotta approvato dal Garante per la protezione dei dati personali.

Al verificarsi di ritardi nei pagamenti il finanziatore ti manda un **preavviso** che annuncia di essere sul punto di registrare il dato, e il primo ritardo diventa visibile agli altri finanziatori **solo quando sono passati almeno quindici giorni da quando quel preavviso è partito**. Può arrivare per raccomandata, per mail certificata, per telefonata registrata, perfino per messaggistica istantanea che traccia la consegna.

Sono quindici giorni in cui pagare cancella tutto il resto di questa pagina.

Poi ci sono le soglie oltre le quali il primo ritardo diventa visibile, e cambiano a seconda del tipo di banca dati: nei sistemi che tengono solo i dati negativi servono almeno centoventi giorni dalla scadenza oppure quattro rate mai pagate, mentre nei sistemi che tengono anche i pagamenti regolari bastano sessanta giorni dall'aggiornamento mensile, o due rate consecutive non pagate.

Una carta revolving ce l'ho avuta, e il preavviso è esattamente il tipo di comunicazione che a vent'anni si legge di sfuggita perché somiglia a tutte le altre.

## Dopo novanta giorni la parola cambia

Superati i novanta giorni consecutivi di arretrato la banca ti classifica in **default** ai fini prudenziali, ed è un modo di classificare che viene dalla vigilanza europea, non una punizione decisa da qualcuno.

Le condizioni sono due e devono valere insieme: l'arretrato deve superare i 100 euro per un cliente al dettaglio **e** l'uno per cento dell'esposizione complessiva. Sotto quelle soglie i novanta giorni non partono neppure.

Un dettaglio che si scopre tardi: dal 2021 il fido non utilizzato non compensa più automaticamente la rata scaduta. Puoi avere migliaia di euro di margine disponibile sul conto e andare in default lo stesso, perché da quel che ho capito il conteggio guarda la rata e non il saldo complessivo; per evitarlo serve un gesto tuo. E sulle carte di credito i novanta giorni si contano dalla data di addebito del pagamento minimo, non dall'estratto conto.

La **Centrale dei rischi** della Banca d'Italia è un'altra cosa ancora, e la confusione con le banche dati private è quasi universale. Ci finisci se il totale dei tuoi crediti raggiunge i 30.000 euro, oppure per qualunque importo dai 250 euro in su se la tua posizione viene classificata a sofferenza. Ma la sofferenza presuppone uno stato di insolvenza, e la circolare che la disciplina lo dice in modo netto: non può originare automaticamente al verificarsi di singoli specifici eventi, come uno o più ritardi nel pagamento.

## Quando torni in bianco?

I dati non restano per sempre, e i termini sono scritti.

*Tempi di conservazione nei sistemi di informazione creditizia privati, Codice di condotta approvato dal Garante, Allegato 2.*

| La situazione | Da quando decorre | Per quanto resta |
| --- | --- | --- |
| Ritardo fino a due rate, poi pagato | Dalla registrazione della regolarizzazione | 12 mesi |
| Ritardo oltre due rate, poi pagato | Dalla registrazione della regolarizzazione | 24 mesi |
| Inadempimento mai regolarizzato | Dalla scadenza contrattuale del rapporto | 36 mesi |
| Una richiesta di credito in istruttoria | Dalla presentazione della richiesta | 180 giorni |
| tot Una richiesta rifiutata o ritirata | Dall'aggiornamento con l'esito | 90 giorni |

La riga che conta è la seconda. Fra una rata di ritardo e tre ci sono **dodici mesi** di differenza sulla data in cui la tua storia torna pulita: sull'esempio significa che 200 euro pagati un mese prima valgono un anno.

Le due righe in fondo sorprendono chi le legge per la prima volta. Anche una domanda di finanziamento che non hai mai ottenuto lascia traccia per tre mesi dopo l'esito, ed è il motivo per cui chiedere preventivi a cinque finanziatori nella stessa settimana non è un gesto gratuito.

## E se il debito è più grande di così?

Da gennaio 2026 il testo unico bancario dice che il finanziatore adotta procedure per gestire i rapporti con i consumatori in difficoltà nei pagamenti al fine di esercitare, ove opportuno, **un ragionevole grado di tolleranza prima dell'avvio di procedimenti esecutivi**. E un articolo nuovo prevede che i consumatori in difficoltà possano accedere a servizi di **consulenza sul debito**, forniti gratuitamente da fondazioni e associazioni antiusura iscritte in un elenco del Ministero dell'economia, con l'obbligo per il finanziatore di indirizzarti lì; se non lo fa è sanzionabile dalla Banca d'Italia.

Va detto fino in fondo, perché la data cambia tutto. Quelle regole si applicano ai contratti stipulati dopo l'adeguamento degli operatori, fissato al **20 novembre 2026** o novanta giorni dopo le disposizioni attuative della Banca d'Italia se arrivano più tardi; ai contratti già in corso continua ad applicarsi il testo unico nella versione precedente. A oggi quelle disposizioni non risultano pubblicate, e manca perfino il confronto pubblico che di solito le precede: mi pare probabile che il termine slitti.

Quando il debito è già ingestibile esiste una strada che non passa dal credito. Il codice della crisi prevede per il consumatore una procedura di ristrutturazione dei debiti che si presenta tramite un organismo di composizione della crisi, **senza bisogno di un avvocato**, e in cui i creditori non votano: possono solo dire la loro entro venti giorni, e poi decide il giudice. Si può falcidiare anche la cessione del quinto, si può tenere la casa pagando le rate a scadere, e il creditore che non ha valutato il merito creditizio perde il diritto di contestare la convenienza della proposta.

Non è gratis, e chi scrive il contrario non ha letto il decreto sui compensi: le tariffe dell'organismo sono a carico di chi ricorre alla procedura, si contrattano prima, e il tetto percentuale non si applica quando ai creditori va meno di 20.000 euro, cioè proprio nelle procedure più piccole.

## Dove lo controlli tu

- **Il preavviso.** Cerca fra mail, raccomandate e messaggi degli ultimi mesi una comunicazione che annunci la registrazione in una banca dati. Se è partita da meno di quindici giorni, quella finestra è ancora aperta.
- **Cosa risulta di te.** L'accesso ai tuoi dati in Centrale dei rischi è gratuito e la Banca d'Italia lo scrive in maiuscolo nella sua guida; dal 13 aprile 2026 la richiesta si fa dal portale dei servizi online con SPID o con la carta elettronica, e la posta certificata non vale più. Per i sistemi privati la richiesta si fa a ciascun gestore.
- **Il tasso di mora sul contratto.** Cerca la clausola sugli interessi di mora e confrontala con il 22,4750 per cento calcolato sopra; quel numero cambia ogni trimestre, quindi vale finché vale il decreto.
- **Il conto della rata.** Quanto stai pagando in tutto, [lo mostra lo strumento](https://cashbro.it/strumenti/costo-di-una-rata/); se il buco è sul conto invece che sulla rata la voce da guardare è [il fido](https://cashbro.it/guide/fido-conto-debito/), e per capire quanto margine hai davvero ogni mese c'è [il conto sul fine mese](https://cashbro.it/guide/stipendio-fine-mese/).

## Tre cose che vanno storte

### Aspettare il sollecito per muoversi

Il sollecito arriva quando l'orologio dei quindici giorni è già partito, e in certi contratti non arriva affatto prima della comunicazione obbligatoria del trentunesimo giorno. Chi chiama il finanziatore il giorno dopo la scadenza tratta; chi aspetta la lettera risponde e basta.

### Pagare la rata sbagliata

Con più finanziamenti aperti e i soldi per uno solo, la scelta non è indifferente: conta a che punto è ciascun ritardo rispetto alle soglie, perché fermarsi a due rate invece che a tre dimezza il tempo di conservazione. Nessuno ti dà questa informazione al telefono.

### La commissione fissa che colpisce gli importi piccoli

Questo non dipende da un errore di chi paga. Molte spese collegate all'insoluto sono importi fissi per operazione, quindi pesano molto di più su una rata da 100 euro che su una da 800; e il testo unico dice che il finanziatore non può imporre oneri superiori a quelli necessari a compensare i costi sostenuti a causa dell'inadempimento. È una riga che vale la pena avere in mano quando le spese arrivano.

## Domande frequenti

No, se era già stata registrata: resta per dodici o ventiquattro mesi a seconda di quante rate erano arretrate, e il termine decorre da quando risulta registrato che hai pagato. Sparisce solo se paghi entro i quindici giorni dal preavviso, prima che i dati diventino accessibili.

Solo se la tua posizione complessiva raggiunge i 30.000 euro, oppure se viene classificata a sofferenza, e in quel caso bastano 250 euro. La sofferenza però presuppone l'insolvenza, non un ritardo.

No. Chi è segnalato ha diritto di sapere quale intermediario ha comunicato il dato; sono gli altri finanziatori a non vedere i nomi fra loro.

## Fonti

- Garante per la protezione dei dati personali, Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti: articolo 6 comma 6 per il preavviso e i quindici giorni, Allegato 2 per i tempi di conservazione e le soglie di accessibilità. [garanteprivacy.it](https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9141941)
- Ministero dell'economia e delle finanze, decreto 23 giugno 2026, tassi effettivi globali medi per il trimestre dal 1° luglio al 30 settembre 2026: credito personale 11,68 per cento e soglia 18,6000; articolo 3 commi 4 e 5 per l'esclusione della mora dai tassi medi e per le maggiorazioni di 1,9, 4,1 e 3,1 punti. [gazzettaufficiale.it](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/06/30/26A03259/sg)
- Corte di cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 19597 del 18 settembre 2020, sull'applicabilità della disciplina antiusura agli interessi moratori e sul criterio di costruzione della soglia. Massime Rv. 658833-01 e seguenti, nella Rassegna della giurisprudenza di legittimità 2020. [cortedicassazione.it](https://www.cortedicassazione.it)
- Banca d'Italia, disposizioni di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, Sezione VI-bis paragrafo 8, come inserito dal provvedimento dell'11 febbraio 2025 e applicabile dall'8 marzo 2025: comunicazione scritta oltre i trenta giorni di ritardo ed elenco delle iniziative. [bancaditalia.it](https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/disposizioni/trasparenza_operazioni/index.html)
- Regolamento (UE) 575/2013, articolo 178, nel testo consolidato modificato dal regolamento (UE) 2024/1623, per i novanta giorni di arretrato e il conteggio sulle carte di credito; regolamento delegato (UE) 2018/171 e circolare Banca d'Italia n. 285, Parte Seconda, per le soglie di rilevanza di 100 euro e dell'uno per cento.
- Banca d'Italia, circolare n. 139 dell'11 febbraio 1991, ventunesimo aggiornamento dell'11 febbraio 2025: soglie di censimento di 30.000 e 250 euro, definizione di sofferenza e divieto di usare il preavviso come sollecito. Più la guida «La Centrale dei rischi in parole semplici», edizione aggiornata a febbraio 2026, sulla gratuità dell'accesso. [bancaditalia.it](https://www.bancaditalia.it)
- D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, articolo 125-decies comma 1 (ragionevole grado di tolleranza) e articolo 125-terdecies (servizi di consulenza sul debito), nel testo introdotto dal D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 212; articolo 6 dello stesso decreto per il termine di adeguamento del 20 novembre 2026. [gazzettaufficiale.it](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/09/26G00009/sg)
- D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, articoli 67, 68 e 69 per la ristrutturazione dei debiti del consumatore; D.M. Giustizia 24 settembre 2014, n. 202, articoli 1, 14 e 16 per i compensi degli organismi di composizione della crisi. [normattiva.it](https://www.normattiva.it)
- Codice civile, articoli 1186 e 1219, per la decadenza dal beneficio del termine e per la mora automatica. [normattiva.it](https://www.normattiva.it)
- Il tuo contratto e il tuo estratto conto, che non sono documenti pubblici.

**Nota metodologica.** Il tuo contratto può dire numeri diversi dai miei, e in quel caso vince lui: i 2,43 euro e il 22,4750 per cento escono dai tassi del decreto in vigore, con la formula che il decreto indica e il criterio delle Sezioni Unite.

Due cose non le ho lette sull'originale: l'articolo 6 del decreto 212 del 2025, preso dalle note di aggiornamento, e la sentenza del 2020, di cui ho letto le massime ufficiali.

Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. [Chi scrive](https://cashbro.it/chi-siamo/)

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