Il 30 settembre 2026 scade la seconda rata della rottamazione-quinquies, la definizione agevolata delle cartelle scritta nella legge di bilancio 2026. Se non la paghi, il piano resta in piedi: la legge fa decadere la rottamazione con due rate non pagate, anche non consecutive, e la tolleranza di cinque giorni oltre la scadenza esiste solo per chi ha scelto la rata unica e per l'ultima rata del piano. Chi salta questa e poi ne salta un'altra, in qualunque momento fra oggi e il 31 maggio 2035, torna a dovere interessi, sanzioni e aggio sull'intero debito, con i versamenti già fatti contati come acconto.
Parto dal caso che fa più paura, perché è quello per cui la gente cerca in questi giorni: la rata del 30 settembre non la paghi, per scelta o perché i soldi quel giorno non ci sono.
Salti la rata di settembre: sei fuori?
No.
Il testo che l'Agenzia riporta è preciso: la rottamazione «risulterà inefficace a seguito dell'omesso ovvero insufficiente versamento» di «due rate, anche non consecutive, nel caso il debitore abbia scelto la soluzione rateale». Una sola rata saltata non fa decadere il piano, e nemmeno una rata pagata a metà, perché il conteggio guarda alle rate e non ai giorni.
Quello che una rata saltata produce è un'altra cosa: il debito residuo di quella rata resta dovuto, e il piano continua con la rata successiva. Chi salta settembre e paga tutte le altre arriva al 2035 con una rata scoperta, che probabilmente l'Agenzia chiederà con i suoi tempi; su come e quando la richieda, da quel che ho letto nelle pagine pubblicate, non c'è una riga.
La seconda rata saltata, invece, chiude tutto. Anche se fra la prima e la seconda passano sei anni.
I cinque giorni, che non valgono per questa rata
Qui c'è la riga che si legge male, e conviene fermarsi.
L'Agenzia scrive che la rottamazione decade «nelle sole ipotesi di cui alle lettere a. e c., anche di tardivo versamento superiore a cinque giorni». Le lettere a) e c) sono la rata unica e l'ultima rata del piano rateale; la lettera b) è quella delle due rate saltate. Quindi la tolleranza di cinque giorni serve a chi paga tutto in una volta e a chi paga l'ultima delle 54 rate: un ritardo fino al quinto giorno non fa decadere.
Per la rata del 30 settembre, che sta nel mezzo, la questione del ritardo di cinque giorni non si pone nei termini in cui la si legge in giro. Una rata pagata il 3 ottobre non è «in tolleranza»: è una rata pagata in ritardo, e come venga trattata (se come pagata, o come saltata ai fini del conteggio delle due) dal testo pubblicato dall'Agenzia non risulta chiaro, e non lo scrivo come se lo fosse. Il modo per non doverselo chiedere è pagare entro il 30.
Cosa torna a essere dovuto, se decadi?
La rottamazione toglie una fetta grossa del debito: si paga il capitale, le spese delle procedure e i diritti di notifica, e non si pagano «le somme dovute a titolo di interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio». Sulle multe stradali funziona al contrario, e si tolgono solo gli interessi e l'aggio.
Alla decadenza succedono tre cose, e l'Agenzia le elenca:
Gli effetti della decadenza, come li scrive l'Agenzia delle entrate-Riscossione
Valgono sull'intero carico che era stato rottamato, non solo sulla rata saltata.
- I versamenti già effettuati «sono considerati a titolo di acconto sulle somme complessivamente dovute».
- Riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza, e l'agente può avviare nuove procedure cautelari o esecutive, o proseguire quelle già avviate prima della domanda.
- I carichi «non sono più rateizzabili ai sensi dell'art. 19 del DPR n. 602/1973».
La terza è quella che pesa. La rateizzazione ordinaria, quella delle 84 rate su semplice richiesta, per quei carichi si chiude: chi decade dalla rottamazione resta con un debito pieno e senza la strada delle rate.
Il conto sul piano
Un esempio, con le ipotesi scritte.
Le ipotesi del conto
Le cifre della cartella sono un'ipotesi mia. Le regole del piano sono quelle della legge di bilancio 2026, lette sulle pagine dell'Agenzia il 28 settembre 2026.
- Cartella con 2.400,00 euro di capitale e 900,00 euro fra sanzioni, interessi di mora e aggio; 60,00 euro di spese di notifica.
- Adesione con 54 rate bimestrali; interessi del 3 per cento annuo dal 1° agosto 2026, come prevede la legge.
- Rata minima di 100 euro: con questo importo il piano non arriva a 54 rate, e la durata la fissa l'Agenzia nella Comunicazione delle somme dovute.
Con la rottamazione il debito è 2.460,00 euro: il capitale più le spese di notifica. I 900,00 euro di sanzioni, interessi e aggio non esistono più, finché il piano regge. Sul caso tipo di questo sito, un netto mensile di 1.347,44 euro, la differenza fra pagare 2.460 e pagare 3.360 vale il 66,80 per cento di una mensilità.
La rata minima di 100 euro fa sì che 2.460 euro non si spalmino su 54 rate. La legge dice che «l'importo minimo di ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro», quindi le rate saranno al massimo 24, cioè quattro anni, più gli interessi del 3 per cento dal 1° agosto 2026. Quante esattamente lo dice la Comunicazione che l'Agenzia ha spedito entro il 30 giugno; l'interesse su un piano così, a occhio, sta fra i cento e i centocinquanta euro in tutto.
Se decadi alla seconda rata saltata, i 900,00 euro tornano, gli acconti versati si scalano, e sul resto l'Agenzia può ripartire con fermi, ipoteche e pignoramenti. Quanto pesi una rata piena sul netto lo puoi misurare con lo strumento sul costo di una rata, e il netto da cui partire lo ricavi da lordo a netto.
Dove lo controlli tu
- La Comunicazione delle somme dovute. Sta nell'area riservata del sito dell'Agenzia, se hai fatto domanda da lì, e riporta le scadenze del tuo piano e i moduli di pagamento. È l'unico documento che dice quante rate hai e di quanto.
- Le rate già pagate. Nell'area riservata compare lo stato di ogni rata. Se la prima, quella del 31 luglio, risulta non pagata, quella di settembre è già la seconda del conteggio.
- La domiciliazione bancaria. La Comunicazione contiene le informazioni per chiedere l'addebito sul conto: con 54 scadenze fra il 2026 e il 2035, una rata dimenticata è più probabile di una rata che non ci si può permettere, e l'addebito toglie di mezzo la prima. Le scadenze dell'anno stanno nel calendario.
Tre cose che vanno storte con le rate della rottamazione
Pagare il 5 ottobre credendo di essere nei cinque giorni
La tolleranza vale per la rata unica e per l'ultima. Per una rata intermedia il ritardo non è coperto da nessuna riga della legge, e conviene trattare il 30 settembre come una data secca.
Contare le rate saltate come se dovessero essere consecutive
La legge dice «anche non consecutive». Una rata saltata nel 2026 e una nel 2031 fanno due, e il piano decade nel 2031 con gli acconti di cinque anni contati come acconto. Vale anche al contrario: chi ha saltato la prima rata di luglio e paga quella di settembre ha ancora il piano in piedi, e da lì in poi nessun margine.
Il piano che non si può più rateizzare
Questo non dipende da un tuo errore. Chi decade dalla rottamazione perde anche la rateizzazione ordinaria su quei carichi, e resta con un debito pieno da pagare in una volta, oppure con un pignoramento. È il prezzo scritto nella norma per il beneficio di aver tolto sanzioni e interessi, e va conosciuto prima di saltare la rata di settembre «tanto ne posso saltare una».
Fonti
- Agenzia delle entrate-Riscossione, «Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies), Ambito applicativo»: carichi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, somme dovute (capitale, spese esecutive, diritti di notifica) e non dovute (interessi iscritti a ruolo, sanzioni, mora, aggio), piano in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; poi 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre dal 2027; ultime tre nel 2035), interessi del 3 per cento annuo dal 1° agosto 2026, rata minima di 100 euro, decadenza per omesso versamento della rata unica, di due rate anche non consecutive, o dell'ultima, con tolleranza di cinque giorni solo per la rata unica e l'ultima, ed effetti dell'inefficacia. Letta il 28 settembre 2026. agenziaentrateriscossione.gov.it
- Agenzia delle entrate-Riscossione, «Rottamazione-quinquies, Cosa succede dopo»: Comunicazione delle somme dovute entro il 30 giugno 2026, moduli di pagamento, domiciliazione bancaria, sospensione delle procedure dopo la domanda. agenziaentrateriscossione.gov.it
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), norma istitutiva, come richiamata nelle pagine sopra. Il testo dell'articolo non l'ho aperto su Normattiva: i commi citati sono quelli che l'Agenzia riporta.
- Il netto ordinario del caso tipo, 1.347,44 euro, dal conto svolto nella guida sulla prima busta paga di questo sito. cashbro.it
- La tua Comunicazione delle somme dovute, che non è un documento pubblico.
Nota metodologica. Le regole vengono dalle pagine dell'Agenzia delle entrate-Riscossione lette il 28 settembre 2026, che citano la legge di bilancio 2026; il testo di legge non l'ho aperto. La cartella da 2.400 euro di capitale è un'ipotesi mia, e il conto delle rate è aritmetica su quelle regole. Come l'Agenzia tratti una rata intermedia pagata con qualche giorno di ritardo non l'ho trovato scritto, e l'ho lasciato come dubbio. Una rottamazione mia non c'è.
Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. Chi scrive
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