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Partita IVA forfettaria: quanto mettere da parte ogni mese

Il fatturato non è il tuo stipendio. Una parte è già di qualcun altro: questo strumento ti dice quanta, e in quale giorno te la verranno a chiedere.

Ti serveFatturato e codice ATECO
Ti diceQuanto accantonare e quando
Dove giraNel tuo browser
Dati che esconoNessuno
Cosa calcola
Quanto accantonare su quello che fatturi, e quando esattamente lo pagherai.
Con quale formula
Fatturato per il coefficiente di redditivita del tuo codice ATECO uguale reddito imponibile. Meno i contributi versati, che sono deducibili. Sul risultato, l’imposta sostitutiva. Ai contributi si applica l’aliquota della gestione a cui sei iscritto.
Cosa non considera
Altri redditi che concorrono alle soglie, cause di esclusione dal regime, ritenute d’acconto già subite, e ogni deduzione diversa dai contributi.

Ultimo aggiornamento dei numeri: 10 agosto 2026, riletti sulle fonti in fondo alla pagina.

L’accantonamento qui sotto è calcolato senza dedurre i contributi. Non è una svista: i contributi si deducono nell’anno in cui li versi, e nel primo anno di attivita non ne hai versati. Quanto vale la deduzione dall’anno dopo sta in una riga a parte, così il numero non è prudente di nascosto.

Il conto

Gli incassi, non gli utili. Nel forfetario si parte da quello che entra.

Il gruppo lo determina il tuo codice ATECO. Se non sai quale sia il tuo, lo sa il commercialista che ha aperto la partita IVA.

Chi ha una cassa professionale propria ha regole diverse e questo conto non lo descrive.

Il risultato si aggiorna mentre scrivi.

Questo è un conto su ipotesi, non una dichiarazione. Il coefficiente del tuo ATECO e la gestione previdenziale a cui sei iscritto li stabilisce un commercialista, non io. E non ti dico se il forfettario ti conviene: quella è consulenza fiscale, e non la faccio.

Le gestioni artigiani e commercianti hanno un contributo minimo dovuto anche a fatturato basso: il conto lo applica, e per questo su fatturati piccoli la percentuale da accantonare risulta molto alta.

Quanto mettere da parte
Su ogni 1.000 euro che fatturi

Ogni mese, su un conto a parte

Reddito imponibile, cioè fatturato per il coefficiente

Contributi previdenziali dovuti

Base dell’imposta nel primo anno

Imposta sostitutiva, aliquota

Da accantonare in un anno

Quanto ti farà risparmiare la deduzione dei contributi, dall’anno dopo

Il calendario dei primi due anni
QuandoCosa paghiQuanto
Durante il primo annoNiente. Si accumula e basta.
30 giugno del secondo annoSaldo del primo anno più il primo acconto.
30 novembre del secondo annoSecondo acconto.
Totale del secondo annoRispetto a quello che era dovuto sul primo:

Le due date valgono per le imposte. I contributi delle gestioni artigiani e commercianti hanno in più quattro rate fisse sul reddito minimale: le trovi nello scadenzario da mettere in calendario.

Questo strumento fa il conto dentro il tuo browser: con JavaScript disattivato non può funzionare. Le regole del regime e le scadenze restano leggibili qui sotto, con le fonti.

Perché il secondo anno fa male

Il secondo anno paghi il saldo del primo più due acconti: sul primo anno non hai versato niente, il secondo ne versi due volte tanto, e tutto in due date. È il motivo per cui le partite IVA giovani vanno in crisi a giugno e non a gennaio: non perché guadagnano poco, perché hanno accantonato su un anno e ne devono pagare due.

La tabella dei coefficienti

Il coefficiente decide quanta parte del fatturato viene considerata reddito. Non è una stima delle tue spese: è un numero fissato per gruppo di settore, e vale anche se le tue spese sono state il doppio o la meta.

Coefficienti di redditivita per gruppo di settore
Gruppo di settoreCodici ATECOCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande10-1140 %
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45, da 46.2 a 46.9, da 47.1 a 47.7, 47.940 %
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140 %
Commercio ambulante di altri prodotti47.82, 47.8954 %
Costruzioni e attività immobiliari41, 42, 43, 6886 %
Intermediari del commercio46.162 %
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione55, 5640 %
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi64-66, 69-75, 85, 86-8878 %
Altre attività economichetutti gli altri67 %

Il conto a parte non è un consiglio di buon senso

La mia opinione

Tenere i soldi delle tasse su un conto separato viene sempre presentato come una buona abitudine, come fare la spesa con la lista. Non è una buona abitudine: è l’unica difesa che hai contro un sistema che ti fa incassare oggi e pagare fra diciotto mesi. Il denaro sul conto principale, dopo un anno, non sembra più di nessun altro. Sembra tuo.

Dove non ho una risposta pulita

Non so quanto fatturerai. Il conto parte dalla cifra che scrivi tu, e se l’anno va meglio del previsto il secondo anno paghi acconti calcolati su un anno buono. Non c’è un modo di sistemarlo con la matematica: c’è solo la possibilita di ricalcolare l’acconto, che però è una scelta con un rischio dentro e va fatta con chi ti segue.

La cosa che nessuno vuole sentirsi dire

Se hai già speso quello che avresti dovuto accantonare, il problema non è il forfetario. Il problema è che stai vivendo con un reddito che non hai. Il conto qui sopra ti dice di quanto: guardalo prima di decidere se il mese prossimo puoi permetterti qualcosa.

Domande frequenti

Il coefficiente tiene conto delle mie spese?

No, e questo è il punto del regime forfetario: le spese vere non entrano nel conto, né in più né in meno. L’unica cosa che si deduce sono i contributi previdenziali versati.

Cosa succede se supero la soglia?

Sopra 85.000 euro di ricavi le regole cambiano, e questo strumento smette di descrivere la tua situazione. Te lo scrive sopra il conto quando succede.

L’aliquota ridotta dei primi anni spetta sempre?

No. Ha tre condizioni scritte nella legge, e riguardano l’attivita che facevi prima e il fatto che quella nuova non sia la prosecuzione della vecchia. La casella nel modulo la spunti tu, e la responsabilita di spuntarla resta tua.

I miei numeri dove finiscono?

Da nessuna parte. Il conto gira dentro il tuo browser: quello che scrivi non viene inviato, non viene salvato e non lascia il dispositivo.

Fonti

  1. L. 190/2014 art. 1: comma 54 lett. a) per la soglia, comma 64 per il 15%, comma 65 per il 5% dei primi cinque anni. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.
  2. Allegato 4 alla L. 190/2014 nel testo pubblicato dall’Agenzia delle entrate, Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2018, supplemento ordinario 62/L. www.agenziaentrate.gov.it, riletta il 2026-08-10.
  3. INPS circolare 8 del 3 febbraio 2026, paragrafi 2 e 6. Il 26,07% è 25,00 IVS più 0,72 più 0,35 ISCRO. www.inps.it, riletta il 2026-08-10.
  4. INPS circolare 14 del 9 febbraio 2026, paragrafi 1, 2 e 3. www.inps.it, riletta il 2026-08-10.
  5. DPR 435/2001 art. 17 comma 3: acconto in due rate, il 40% alla prima e il resto alla seconda, salvo che la prima non superi 103 euro. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.

Nota metodologica. L’accantonamento è calcolato senza dedurre i contributi, perché la deduzione spetta nell’anno in cui i contributi sono versati: nel primo anno mettere da parte di meno vuol dire trovarsi corti. Quanto vale la deduzione è scritto in una riga a parte. Il metodo sta nella Metodologia; se trovi un conto che non torna, scrivimi a reclami@cashbro.it.

Gli altri strumenti

Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza fiscale né una raccomandazione personalizzata. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un dottore commercialista o a un altro professionista abilitato.