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Fondo di emergenza

Un fondo di emergenza non si misura in euro, si misura in mesi. Scrivi le spese fisse di un mese e quello che hai da parte: vedi quanti mesi copri e quanto manca all’obiettivo che scegli tu.

Ti serveSpese fisse e risparmi
Ti diceMesi coperti
Dove giraNel tuo browser
Dati che esconoNessuno

La domanda vera non è quanto hai da parte, ma per quanto tempo puoi pagare le spese che continuano ad arrivare se il reddito si ferma. Questo strumento traduce i tuoi euro in mesi, sceglie l’obiettivo insieme a te e ti dice quanto manca. Il numero di mesi giusto non lo decide una legge: lo decidi tu, e qui sotto spiego su cosa.

Il calcolo

In euro: solo quello che esce comunque, anche in un mese senza stipendio.

Soldi disponibili subito, non un investimento da vendere.

Fra tre e sei mesi è l’intervallo più citato nell’educazione finanziaria: è una convenzione, non una regola. Scegli in base a quanto è stabile il tuo reddito.

Il risultato si aggiorna mentre scrivi.
Mesi di spese fisse già coperti

Spese fisse di un mese

Quello che hai da parte

Obiettivo: 3 mesi di spese

Quanto manca all’obiettivo

Copertura dell’obiettivo

Mesi che restano da coprire

Il conto è in euro di oggi: non tiene conto di interessi, rendimenti né inflazione, e dà per scontato che le spese fisse restino quelle di un mese normale. Se in mezzo usi il fondo, il conto riparte da dove sei.

Questo strumento fa il conto dentro il tuo browser: con JavaScript disattivato non può funzionare. I cinque passaggi sono scritti qui sotto in chiaro e si rifanno con una calcolatrice in un minuto; per capire quanto pesano le spese che tornano ogni mese c’è la guida sul costo annuo degli abbonamenti.

Come si calcola

Sono cinque passaggi e il primo è quello che sbaglia quasi tutti: la lista delle spese fisse non è la lista di quanto spendi, è la lista di quanto continua a uscire quando non entra niente.

  1. Le spese fisse di un mese. Affitto o rata, utenze, spesa alimentare, trasporti, assicurazioni, rate già firmate. Il minimo per restare in piedi, non il tenore di vita.
  2. Quello che hai davvero da parte. Contano i soldi che puoi prelevare oggi. Un investimento da vendere, un prestito fatto a un amico o il TFR accantonato non sono un fondo di emergenza.
  3. I mesi coperti. Il secondo numero diviso il primo. Con 900 euro di spese fisse e 1.500 euro da parte fanno 1,7 mesi: è la risposta alla domanda per quanto tempo reggo.
  4. L’obiettivo in euro. Le spese fisse moltiplicate per il numero di mesi che hai scelto. Cambiando i mesi cambia il traguardo, non il punto in cui sei.
  5. Quanto manca, e in quanto tempo. Obiettivo meno quello che hai, mai sotto zero. Diviso quello che riesci a versare ogni mese, dà i mesi che ti separano dal traguardo.

Su cosa è costruito

Le ipotesi, dichiarate

  • Le spese fisse restano costanti per tutta la durata del piano e sono quelle di un mese normale.
  • Il conto è in euro di oggi: niente interessi, niente rendimenti, niente inflazione. Il fondo non cresce da solo.
  • L’obiettivo in mesi lo scegli tu. L’intervallo fra tre e sei mesi è l’ordine di grandezza più citato nella letteratura di educazione finanziaria: è una convenzione, non una regola di legge.
  • Il versamento proposto è una convenzione mia: un quarto di quello che manca, arrotondato a 10 euro e mai sotto i 10 euro al mese, messo via tutti i mesi senza saltarne uno.
  • Nessuna ipotesi su dove tieni i soldi. Il conto è identico in qualunque forma li tieni, a una condizione: che siano disponibili subito.

Cosa non è compreso

Occhio a

Il conto non comprende le entrate che potrebbero arrivare comunque, come tredicesima, ammortizzatori sociali o aiuti della famiglia; le spese variabili, che in un mese difficile si comprimono; i debiti già in corso, che vanno guardati insieme al fondo e non dopo; l’imprevisto grande e raro, che ha una taglia sua e non si misura in mesi di spese. E non ti dice se puoi permetterti di mettere da parte quella cifra ogni mese: quello lo sai solo tu, guardando cosa avanza a fine mese. Questo strumento non consiglia dove tenere i soldi e non nomina nessun prodotto: sarebbe una raccomandazione, e io non le faccio.

Domande frequenti

Tre mesi o sei mesi?

Dipende da due cose che il calcolatore non può sapere: quanto è stabile il reddito e chi altro ci vive sopra. Un contratto a termine, una partita IVA, un lavoro stagionale o un solo reddito che mantiene una famiglia spingono verso l’alto. Due redditi stabili in casa e nessuno a carico spingono verso il basso. L’intervallo fra tre e sei mesi è un ordine di grandezza per farti partire, non una soglia da rispettare.

Quali spese metto dentro?

Solo quelle che continuano ad arrivare anche in un mese in cui non guadagni: casa, utenze, cibo, trasporti per andare a lavorare, assicurazioni obbligatorie, rate già firmate. Fuori tutto il resto. Se metti dentro anche le cene fuori e le vacanze, il fondo diventa enorme, l’obiettivo irraggiungibile e la voglia di cominciare sparisce.

Il fondo di emergenza lo devo investire?

La definizione stessa dice di no. Perché un fondo faccia il suo lavoro deve essere liquido e disponibile subito, e l’emergenza non aspetta i tempi di un disinvestimento né sceglie un momento in cui i mercati sono al massimo. È anche il motivo per cui, senza, il primo imprevisto ti costringe a vendere nel momento peggiore. Dove tenerli non te lo dico: non è materia di questo sito e non sono abilitato a consigliartelo.

I miei numeri dove finiscono?

No. Il calcolo gira dentro il tuo browser: quello che scrivi non viene inviato da nessuna parte, non viene salvato e non lascia il dispositivo.

Nota metodologica. Questo strumento non poggia su una norma, e per questo in fondo non trovi l’elenco delle fonti che c’è negli altri: nessuna legge stabilisce quanto debba essere grande un fondo di emergenza. L’intervallo fra tre e sei mesi di spese fisse è la convenzione più diffusa nei materiali di educazione finanziaria, ripetuta talmente spesso da passare per regola. Non lo è: è un ordine di grandezza, e chi te la racconta come una soglia obbligatoria ti sta vendendo qualcosa. Anche il piano di versamento, un quarto di quello che manca arrotondato a 10 euro e mai sotto i 10 euro al mese, è una convenzione mia: l’ho scelta perché dà una cifra tonda e un traguardo a vista, e va sostituita con quello che riesci davvero a mettere via. Il metodo con cui costruisco e verifico i conti sta nella Metodologia; se trovi un errore, scrivimi a reclami@cashbro.it.

Gli altri strumenti

Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale, né una raccomandazione personalizzata. Le scelte su quanto risparmiare e dove tenere i soldi dipendono dalla tua situazione: se hai bisogno di un parere, rivolgiti a un professionista abilitato.