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Interesse composto
Cosa diventano 50 euro al mese in dieci anni, con l’ipotesi di rendimento che imposti tu. Ipotesi, non previsione: il rendimento lo scegli tu, non lo promette nessuno, e il conto resta al lordo di imposte, costi e inflazione.
L’interesse composto è una cosa sola: gli interessi restano dentro e il mese dopo fruttano anche loro. Questo strumento applica quel meccanismo a un versamento costante e ti mostra le tre cifre che contano davvero, separate: quanto hai messo tu, quanto ci ha aggiunto l’ipotesi di rendimento, quanto fa il totale.
Il calcolo
Questo strumento fa il conto dentro il tuo browser: con JavaScript disattivato non può funzionare. La formula, con i passaggi scritti per esteso, sta qui sotto in «Come si calcola»: con una calcolatrice qualsiasi arrivi allo stesso numero. Come costruisco e verifico i conti sta nella Metodologia.
Come si calcola
Cinque passaggi, e il secondo è quello che quasi tutti sbagliano.
- Conta i versamenti. Gli anni moltiplicati per dodici. Dieci anni fanno 120 versamenti, uno alla fine di ogni mese.
- Porta il rendimento annuo al mese. Non dividendolo per dodici: si prende la dodicesima radice di uno più il rendimento annuo e si toglie uno. Con il 3 per cento annuo il tasso mensile è 0,2466 per cento. Dividere per dodici darebbe 0,25 per cento, che capitalizzato dodici volte supera il 3 per cento di partenza: sarebbe un altro rendimento.
- Capitalizza ogni versamento per il tempo che gli resta. Il primo versamento lavora quasi per tutta la durata, l’ultimo per niente. La somma di tutti si chiude in una formula: il versamento moltiplicato per uno più il tasso mensile elevato al numero dei versamenti, meno uno, il tutto diviso per il tasso mensile.
- Se il rendimento ipotizzato è zero, la formula non serve e non si può nemmeno usare, perché dividerebbe per zero: il capitale è il versamento moltiplicato per il numero dei versamenti, niente di più.
- Separa quello che hai messo tu. Gli interessi sono il capitale finale meno il totale versato. Tenerli distinti è l’unico modo per vedere quanto pesa davvero l’ipotesi di rendimento e quanto pesa l’abitudine di versare.
Sull’esempio predefinito, 50 euro al mese per dieci anni con il 3 per cento annuo ipotizzato: 6.000,00 euro versati da te, 972,40 euro di interessi dell’ipotesi, 6.972,40 euro di capitale finale. Cambia una sola delle tre caselle e il risultato si muove: è il modo più veloce per capire quale delle tre pesa di più.
Su cosa è costruito
Le ipotesi, dichiarate
- Versamenti alla fine di ogni mese, sempre dello stesso importo, mai saltati e mai aumentati.
- Si parte da zero: nessun capitale già accantonato prima del primo versamento.
- Rendimento costante per tutta la durata, uguale ogni singolo mese. Nella realtà non esiste: serve solo a far vedere il meccanismo.
- Il tasso mensile è l'equivalente composto del tasso annuo che scrivi, cioè la dodicesima radice, non il tasso annuo diviso dodici.
- Il rendimento che scrivi lo scegli tu. Non è un dato, non è una media di mercato e non è una cifra che io ti suggerisco: cambiarlo cambia tutto il risultato.
- Gli importi mostrati sono arrotondati al centesimo solo per la lettura: il calcolo interno tiene tutti i decimali.
Cosa non è compreso
Occhio a
Il risultato è al lordo di tre cose che lo abbassano tutte e tre: le imposte sui rendimenti, che dipendono dallo strumento e dal momento in cui si realizza il guadagno; i costi del prodotto, cioè commissioni di gestione, spese di deposito, oneri di ingresso e di uscita; l’inflazione, che lascia il numero identico e ne riduce il potere d’acquisto. Manca anche il rischio: un rendimento non è garantito e può essere negativo, e con versamenti periodici conta pure l’ordine in cui gli anni buoni e quelli cattivi si presentano, cosa che una percentuale costante non può mostrare. Questa pagina spiega un meccanismo di calcolo: non indica dove mettere i soldi, non cita prodotti e non è una consulenza né una raccomandazione a investire.
Domande frequenti
Il 3 per cento predefinito è realistico?
Non lo so, e chi te lo dice con certezza sta indovinando. È un valore tondo messo lì perché il conto parta con qualcosa dentro, non una stima e tantomeno una previsione. Il campo esiste proprio perché quel numero lo cambi tu: prova con zero, prova con la metà, guarda quanto si muove il risultato. Se una piccola variazione dell’ipotesi ribalta la decisione che stai per prendere, la decisione non poggia sul conto, poggia sull’ipotesi.
Perché il tasso mensile non è il rendimento annuo diviso dodici?
Perché nel frattempo gli interessi dei mesi precedenti fruttano a loro volta. Il 3 per cento annuo diviso dodici fa 0,25 per cento, ma un 0,25 per cento applicato dodici volte di seguito porta sopra il 3 per cento di partenza: non sarebbe più il rendimento che hai scritto. La dodicesima radice di uno più il tasso annuo dà 0,2466 per cento al mese, che capitalizzato dodici volte torna esattamente al 3 per cento annuo. È una convenzione della matematica finanziaria, non una regola di legge, ed è dichiarata perché cambiare metodo cambia il risultato.
Vuol dire che alla fine avrò quella cifra?
No. Quella cifra è la conseguenza aritmetica dei numeri che hai scritto, niente di più. Nessun rendimento è garantito, un anno può chiudere in perdita, e il conto è al lordo di imposte, costi e inflazione. Serve a farti vedere il meccanismo e l’ordine di grandezza, non a farti una promessa: se lo leggi come una promessa, la colpa è di chi te lo ha presentato così.
I miei numeri dove finiscono?
No. Il calcolo gira dentro il tuo browser: quello che scrivi non viene inviato da nessuna parte, non viene salvato e non lascia il dispositivo.
Nota metodologica. Qui non c’è nessuna fonte da citare, e preferisco dirlo invece di riempire un elenco: questo strumento non poggia su una norma, poggia su una formula. È quella della rendita posticipata della matematica finanziaria, cioè la somma di versamenti costanti capitalizzati fino alla scadenza, e chiunque la può rifare con una calcolatrice seguendo i passaggi scritti sopra. L’unica convenzione che ho scelto io è il passaggio dal tasso annuo a quello mensile con la dodicesima radice, il cosiddetto tasso equivalente composto: c’è chi divide per dodici, ottiene un numero più alto e non lo dichiara. Io dichiaro quale uso, perché il risultato cambia. Il metodo con cui costruisco e verifico i conti sta nella Metodologia; se trovi un errore, scrivimi a reclami@cashbro.it.
Gli altri strumenti
Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale, né una raccomandazione personalizzata a investire o a sottoscrivere un prodotto. I rendimenti ipotizzati non sono garantiti e possono essere negativi. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un professionista abilitato.