Comincia da qui

Home/Guide/Conto

ContoLivello base5 min

Come si legge il foglio informativo di un conto corrente, riga per riga

Le banche lo scrivono tutte nello stesso formato perché è la legge a imporlo. È l'unico documento bancario progettato per essere confrontato, e quasi nessuno lo apre.

Il documentoDocumento informativo sulle spese, modello standard del regolamento UE 2018/34
Dove staSezione trasparenza del sito di ogni banca, prima ancora di essere cliente
Chi riguardaConsumatori con un conto di pagamento, o che stanno per aprirlo
Cosa non copreConti aziendali e professionali, che restano ai fogli informativi

Il documento che dice quanto costa un conto prima che tu lo apra esiste, è gratuito, e per legge sta sul sito di ogni banca. Per i conti dei consumatori da qualche anno si chiama documento informativo sulle spese; molte banche lo tengono nella stessa pagina dei vecchi fogli informativi, e il nome vecchio è rimasto nell'uso. Sono quattro pagine in un formato standard europeo, uguale per tutti, e si leggono in dieci minuti sapendo dove guardare.

Prendine uno adesso, dal sito della tua banca, sezione trasparenza; il percorso qui sotto segue l'ordine in cui il documento è stampato, dalla prima riga all'ultima.

L'intestazione: stai guardando il conto giusto?

Nome della banca, nome commerciale del conto, data del documento. Sembra la parte da saltare ed è il primo punto dove si sbaglia, perché lo stesso conto esiste spesso in più versioni (con canone pieno, in promozione, riservata a chi accredita lo stipendio) e ognuna ha il suo documento. Se il nome sul foglio non è identico a quello del conto che stai per firmare, stai leggendo i costi di un altro prodotto.

Succede spesso.

La data conta per una ragione precisa: le condizioni cambiano, e un documento scaricato mesi fa può descrivere un conto che non esiste più.

L'elenco dei servizi: cosa paghi una volta l'anno e cosa paghi a gesto

Il cuore del documento è una tabella con i servizi in fila, divisi per aree: gestione del conto, pagamenti, carte, contante. Per ognuno c'è il prezzo, e la lettura utile è una sola; separare mentalmente i costi fissi, che escono comunque, da quelli a consumo, che dipendono da come lo usi.

Il canone annuo è il costo fisso per eccellenza, e la riga accanto dice quasi sempre quali servizi include; è la riga più importante della tabella, perché un canone di sessanta euro che include la carta e i prelievi può costare meno di un canone di trenta che non include niente, e capirlo richiede esattamente questa lettura incrociata. Poi i costi a gesto. Il bonifico online e quello allo sportello sono due prezzi diversi, spesso con un ordine di grandezza in mezzo. Il prelievo pure.

Su queste righe conviene fermarsi con in mente la propria settimana tipo, perché il conto che costa meno in assoluto non esiste; esiste quello che costa meno per come lo usi tu, ed è il motivo per cui la legge ha dovuto inventare il numero del prossimo paragrafo.

L'ICC: il numero che fa il confronto al posto tuo

In fondo al documento c'è l'indicatore dei costi complessivi, ICC: la spesa annua stimata del conto per alcuni profili tipo di utilizzo, definiti dalla Banca d'Italia e identici per tutte le banche. Il profilo «giovani», quello «famiglia con operatività media» e gli altri fanno sempre le stesse operazioni nello stesso numero; cambia solo quanto quel paniere costa da una banca all'altra, ed è precisamente quello che vuoi sapere. Quanto quei profili somiglino alla settimana vera di una persona non è chiaro nemmeno a me; restano però identici per tutte le banche, e a un confronto serve esattamente questo.

Due documenti aperti fianco a fianco, stesso profilo, due numeri. Il confronto fra conti, quello vero, è tutto qui, e mi pare l'unico caso in cui un obbligo di trasparenza produce un numero che una persona normale può usare davvero.

L'ICC resta una stima su un profilo, e il tuo anno vero può venire diverso; la spesa media rilevata sui conti veri dà il termine di paragone nazionale, e il documento di sintesi di fine anno dirà quanto hai speso davvero tu.

Le ultime righe: uscire, e cosa succede se sconfini

Prima della fine il documento elenca le condizioni di chiusura e i tassi.

Sulla chiusura la regola è secca: il recesso dal conto è senza penalità e senza spese di chiusura, per legge. Se vuoi anche spostare bonifici e domiciliazioni sul conto nuovo, la banca nuova gestisce il trasferimento entro dodici giorni lavorativi dalla richiesta; oltre, scatta un indennizzo automatico di quaranta euro più una parte proporzionale al ritardo.

Poi ci sono le righe su sconfinamenti e affidamenti, con tassi che stanno su un altro pianeta rispetto al canone. Meritano una pagina loro, e su questo sito prima o poi l'avranno; qui basta sapere che stanno scritte proprio qui, nelle ultime righe di un documento pubblico.

Dove lo controlli tu

  1. Trova il documento del tuo conto. Sito della banca, sezione trasparenza; cerca il nome esatto del tuo conto. Se hai solo il nome commerciale in testa, il contratto che hai firmato lo riporta per esteso.
  2. Leggi l'ICC del profilo più vicino al tuo uso e segnatelo. Poi apri il documento di sintesi che la banca ti manda ogni anno e confronta: se il tuo speso vero supera di molto l'ICC del tuo profilo, o usi il conto in modo diverso da come credi, o il conto è quello sbagliato per te.
  3. Controlla la data del documento contro la data dell'ultima comunicazione di modifica che hai ricevuto. Le modifiche ti vanno proposte con due mesi di preavviso; nel dubbio fa fede la comunicazione che hai ricevuto tu, perché il PDF sul sito può essere più vecchio, e a occhio lo è più spesso di quanto ci si aspetti.

Il peso del conto sulle altre spese fisse si vede nel conto degli abbonamenti, e lo strumento lo somma sui tuoi numeri.

Due errori davanti a questo documento

Guardare solo il canone

Il canone è la riga più visibile e per molti conti non è la voce più grossa. La spesa vera dell'anno la fanno le operazioni fuori pacchetto, e stanno tutte nelle righe che il canone non copre; è la lettura incrociata di cui sopra, e dieci minuti lì valgono più di qualunque classifica.

Fidarsi del nome del prodotto

Questo errore lo produce il sistema, non chi legge. Due versioni dello stesso conto possono avere nomi quasi identici e costi lontani, e il documento giusto si distingue solo dal nome per esteso e dalla data. Il formato standard serve proprio a togliere di mezzo il marketing: dentro quelle quattro pagine il nome fantasioso perde ogni effetto e restano le righe coi prezzi.

Domande frequenti

Il foglio informativo è sparito?

No. Per i conti di pagamento dei consumatori il documento dei costi è il documento informativo sulle spese; i fogli informativi restano per gli altri prodotti e clienti, e molte banche pubblicano entrambi nella stessa pagina.

Me lo possono dare solo dopo l'apertura?

No, vale il contrario: deve essere disponibile prima, gratuitamente, anche sul sito. Se in filiale ti propongono un conto, il documento te lo devono consegnare in tempo utile prima della firma.

Fonti

  1. Regolamento di esecuzione (UE) 2018/34 della Commissione, che fissa il formato standard del documento informativo sulle spese. Su eur-lex.europa.eu
  2. D.Lgs. 15 marzo 2017, n. 37, che recepisce la direttiva 2014/92/UE sui conti di pagamento: comparabilità delle spese, documento informativo e trasferimento dei servizi. Su normattiva.it
  3. Banca d'Italia, «Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari», per fogli informativi, ICC e profili di operatività. bancaditalia.it
  4. Legge 24 marzo 2015, n. 33, per il trasferimento dei servizi di pagamento entro dodici giorni lavorativi e l'indennizzo in caso di ritardo. Su normattiva.it
  5. Testo unico bancario, D.Lgs. 385/1993, articolo 120-bis, per il recesso senza penalità e senza spese. Su normattiva.it

Nota metodologica. Qui dentro c'è il formato dei documenti, che è standard per legge; le condizioni di una banca specifica restano fuori, e nessun costo citato appartiene a un operatore reale. Le regole vengono dai cinque documenti in fonte, aperti il 21 agosto 2026. Su questo documento mi manca un'esperienza diretta da raccontarti: quello che leggi esce dalle norme e dai loro modelli.

Chi ha scritto questa guida Giovanni Arena

Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. Chi scrive

Continua da qui

Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza fiscale, del lavoro o finanziaria, né una raccomandazione personalizzata. Per la tua situazione specifica rivolgiti al tuo ufficio del personale, a un consulente del lavoro o a un professionista abilitato.