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RisparmioLivello base3 min

Perché a fine mese non resta niente, anche se lo stipendio basta

Il problema quasi mai è la disciplina. È che i due numeri su cui ragioni, lo stipendio e il mese, sono tutti e due sbagliati, e di parecchio.

Il casoDipendente con 1.600 euro lordi su tredici mensilità, il caso tipo di questo sito
Il metodoSpese fisse su base annua, divise per dodici
Le cifre delle speseIpotesi mie, dichiarate nel riquadro
Cosa resta fuoriL'affitto, che merita un conto a parte

Il ventisette arriva lo stipendio, il quattro del mese dopo il saldo è già una cifra che non ti spieghi. Non hai fatto spese folli; le ricostruisci a mente e non torna niente. Su 1.600 euro lordi il conto svolto qui sotto trova il punto: fra il numero del contratto e quello che puoi davvero spendere ci sono quasi 500 euro di distanza al mese, e i passaggi in mezzo non te li dice nessuno.

La sensazione è di avere un buco nelle tasche. Il buco quasi sempre non c'è; ci sono due numeri sbagliati usati come se fossero giusti, e vanno smontati uno alla volta.

Il primo numero sbagliato: lo stipendio di cui parli

Il lordo non dice quanto guadagni. È il numero scritto sul contratto, quello che dici quando te lo chiedono, mentre quello che conta è un altro: su 1.600 euro lordi il netto che arriva è 1.329,85, poco più dell'83 per cento. La differenza vale un sesto del totale; chi ragiona sul lordo parte ogni mese con 270 euro che non esistono.

Sedici per cento in meno. Prima ancora di aver comprato un caffè.

Il secondo numero sbagliato: il mese di cui parli

Il mese medio non esiste. Esistono otto o nove mesi tranquilli e tre o quattro con dentro un colpo: l'assicurazione, il dentista, il regalo grosso, il rinnovo annuale di qualcosa. Chi giudica la propria situazione nei mesi tranquilli si sente a posto, poi arriva il mese col colpo e la colpa sembra di quel mese; il conto fatto così è un conto a muzzo, e il modo di sistemarlo è mettere le spese annuali dentro tutti i mesi, in quota.

Le ipotesi del conto

Le cifre delle spese sono ipotesi mie, e probabilmente la tua lista sarà diversa dalla mia. Sostituiscile con le tue e il metodo resta identico.

  • Netto mensile 1.329,85 euro, dal conto della guida sulla busta paga.
  • Spese fisse con addebito mensile, 45,11 euro, come nell'esempio degli abbonamenti.
  • Spese annuali senza cadenza mensile, 840 euro in un anno, cioè 70 al mese.
  • Niente affitto e niente rate. Con quelli il margine cambia molto.

Il conto, riga per riga

Dal lordo del contratto al margine mensile vero. Ipotesi del riquadro, valori 2026.
VoceDa dove esceImporto
Lordo del contratto1.600,00 su tredici mensilità1.600,00 €
Netto in bustaIl conto della guida sulla busta paga1.329,85 €
Fisse con addebito mensileAbbonamenti e conto corrente45,11 €
Quota mensile delle spese annuali840,00 diviso dodici70,00 €
tot Margine mensile vero1.329,85 meno 45,11 meno 70,001.214,74 €

Eccolo, il buco.

Il margine vero è 1.214,74 euro, e da lì escono cibo, trasporti, uscite, vestiti: tutto. La distanza dal numero del contratto è di 385,26 euro al mese; quella dal netto, che sembrava il numero onesto, è comunque di 115,11, e la parte più insidiosa sono i 70 della quota annuale, che nei mesi tranquilli non si vedono da nessuna parte. A me i mesi in cui i soldi non bastavano sono capitati, e ricordo bene che la sensazione era di colpa, mentre era aritmetica; il conto qui sopra è la cosa che avrei voluto avere davanti allora, perché sposta il problema da come sei fatto tu a come è fatto il mese, e mi pare uno scambio conveniente.

Quindi quanto puoi mettere da parte?

Una convenzione diffusa, la regola del 50/30/20, direbbe il 20 per cento del netto: 265,97 euro. È un metodo e basta; nessuna norma lo prevede, e su un margine come quello della tabella può risultare comodo in un mese e impossibile in quello dopo.

Il numero che regge viene prima della percentuale: quello che decidi di spostare appena arriva lo stipendio. Il residuo di fine mese misura com'è andato il mese; la cifra spostata all'inizio misura una scelta. Possono essere anche 50 euro, e cosa diventano nel tempo lo mostra lo strumento, rischi compresi; per dividere il netto fra spese e resto c'è il 50/30/20 fatto conto.

Dove lo controlli tu

  1. Le fisse mensili. Estratto conto degli ultimi tre mesi, addebiti che si ripetono identici al centesimo. È lo stesso gesto della guida sugli abbonamenti.
  2. Le annuali nascoste. Scorri dodici mesi di estratto conto invece di tre, e segna ogni uscita sopra i 100 euro che non si ripete mensilmente; somma e dividi per dodici. Quel numero è la tua quota invisibile, e a occhio quasi nessuno lo conosce del proprio conto.
  3. Il margine. Netto, meno le fisse mensili, meno la quota. Confrontalo con quello che spendi in un mese tranquillo: se sono vicini, il problema non è mai stato la disciplina.

Tre errori che fanno sparire i soldi

Ragionare sul lordo

Il contratto dice 1.600, la testa arrotonda a 1.600, il conto arriva su 1.329,85. Ogni ragionamento fatto sul numero del contratto parte con un sesto di troppo.

Giudicarsi nei mesi tranquilli

Otto mesi buoni non dicono quasi niente, perché le spese annuali stanno concentrate negli altri quattro, e il mese col colpo era già scritto nel calendario da gennaio.

Aspettare di vedere cosa avanza

Il residuo di fine mese mi pare la misura più rumorosa che esista: dipende dal calendario, dagli imprevisti e da un compleanno. Se il risparmio è la decisione presa all'inizio, il mese storto resta storto ma non cancella la scelta; se un mese la cifra non ci sta, la salti e il conto lo rifai il mese dopo con gli stessi numeri.

Fonti

  1. Il conto dal lordo al netto su 1.600 euro, svolto per intero nella guida sulla prima busta paga di questo sito, sui valori 2026.
  2. Le spese fisse dell'esempio, dal conto svolto nella guida sugli abbonamenti, con il canone del conto al dato Banca d'Italia sul 2024.
  3. Il tuo estratto conto degli ultimi dodici mesi, che non è un documento pubblico.

Nota metodologica. Il metodo di questa pagina è una divisione per dodici, e il suo unico numero inventato sono gli 840 euro annui dell'ipotesi; le tue cifre escono dal passaggio due di «Dove lo controlli tu». Il 50/30/20 è una convenzione senza fonte normativa, e va trattata da convenzione. I due numeri di partenza vengono dai conti già svolti nelle guide collegate.

Chi ha scritto questa guida Giovanni Arena

Scrive, calcola e sviluppa cashbro da solo. Le buste paga le ha incontrate da imprenditore, dall’altro lato del tavolo: contratti da preparare e cedolini da far quadrare. Non è consulente finanziario né commercialista, e lo dichiara in ogni pagina. Chi scrive

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Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza fiscale, del lavoro o finanziaria, né una raccomandazione personalizzata. Per la tua situazione specifica rivolgiti al tuo ufficio del personale, a un consulente del lavoro o a un professionista abilitato.