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Due offerte di lavoro: la differenza vera, in euro e in ore

Il lordo delle due offerte lo sai. Quello che non sai è quanto resta dopo tasse, buoni pasto e tragitto, e quante ore di vita costa la differenza.

Ti serveLe due proposte in mano
Ti diceDifferenza in euro e in ore
Dove giraNel tuo browser
Dati che esconoNessuno
Cosa calcola
La differenza reale, in euro all’anno, fra due offerte, e quante ore di vita costa la differenza.
Con quale formula
Netto annuo di ciascuna a partire da RAL e numero di mensilità, più i buoni pasto entro il limite di esenzione, meno il costo del tragitto sui giorni effettivi in sede.
Cosa non considera
Premi variabili, crescita futura, formazione, colleghi, e tutto quello che di un lavoro non è denaro, che è quasi tutto.

Ultimo aggiornamento dei numeri: 10 agosto 2026, riletti sulle fonti in fondo alla pagina.

Le ore di vita sono minuti di tragitto per giorni in sede, e sono la parte del confronto che di solito manca. Un lavoro che paga di più e ti prende un’ora in più al giorno non paga di più: paga diversamente.

Il confronto

Prima offerta

Quello scritto nella proposta, prima delle trattenute.

Zero se non ci sono. Conta solo la parte entro il limite di esenzione.

Da zero a cinque. Determina sia i buoni pasto sia il tragitto.

Andata e ritorno insieme.

Benzina, pedaggio, biglietto: quello che spendi in un giorno.

Seconda offerta

Quello scritto nella proposta, prima delle trattenute.

Zero se non ci sono. Conta solo la parte entro il limite di esenzione.

Da zero a cinque. Determina sia i buoni pasto sia il tragitto.

Andata e ritorno insieme.

Benzina, pedaggio, biglietto: quello che spendi in un giorno.

Il confronto si aggiorna mentre scrivi.

Questo confronto guarda solo i soldi, che sono la parte meno importante di una decisione sul lavoro.

I giorni in sede diventano giorni all’anno con una convenzione dichiarata: 220 giorni lavorativi l’anno su cinque giorni a settimana. Non è una regola di legge, è un’ipotesi di lavoro. Le ferie vere le sai solo tu.

La differenza fra le due
In euro, all’anno

In ore di tragitto, all’anno

Le due offerte, voce per voce
VocePrima offertaSeconda offerta
Retribuzione annua lorda
Netto annuo
Netto al mese
Giorni in sede in un anno
Buoni pasto esenti
Costo del tragitto
Ore di tragitto in un anno
Totale in tasca, in un anno

Questo strumento fa il confronto dentro il tuo browser: con JavaScript disattivato non può funzionare. Il conto da lordo a netto, svolto a mano, sta nella guida sulla prima busta paga.

La stessa RAL su mensilità diverse

Se due offerte hanno la stessa retribuzione annua lorda e un numero di mensilità diverso, in un anno prendi la stessa identica cifra. Cambia solo come è distribuita: quattordici mensilità vogliono dire buste mensili più leggere e due mesi con il doppio. Le tasse si calcolano sull’anno, non sul mese, e la tredicesima non è tassata a parte. Il conto qui sopra scrive la differenza mensile e dichiara che quella annua è zero.

Cosa guardo per prima cosa

La mia opinione

Le due voci che spostano di più il conto sono quelle che nessuno mette nella trattativa: i giorni in sede e i minuti di tragitto. Un giorno di lavoro da casa in più vale, sul serio, più di quaranta euro lordi al mese, e nessuno lo tratta come una parte della retribuzione. Lo si tratta come una concessione.

Dove non ho una risposta pulita

Il tempo di tragitto non ha un prezzo uguale per tutti. Un’ora di treno con un libro non è un’ora in tangenziale, e io le conto uguali perché non ho modo di distinguerle. Il numero delle ore è esatto, il loro valore no.

La cosa che nessuno vuole sentirsi dire

Se la differenza è di 400 euro l’anno e una delle due ti costa un’ora in più di viaggio al giorno, quella non è una decisione economica. Sono duecento ore l’anno, e a quel punto i 400 euro li stai vendendo a due euro l’ora.

Domande frequenti

Perché i buoni pasto entrano solo entro un limite?

Perché oltre quel limite non sono più un beneficio esente: la parte eccedente entra in busta paga e viene tassata come retribuzione. Contarla per intero gonfierebbe l’offerta che ha i buoni più alti.

E il TFR?

Non è nel conto. Matura in percentuale sulla retribuzione, quindi segue la stessa direzione del lordo e non ribalta il confronto, ma va a finire in un momento diverso della tua vita e non in banca ogni mese.

Lo strumento mi dice quale delle due prendere?

No, e non lo farà. Un confronto costruito solo sul denaro non ha in mano gli elementi per una risposta del genere: mancano il contenuto del lavoro, le persone, la stabilita, quello che imparerai. Ti do i due numeri, la decisione resta tua.

Fonti

  1. TUIR art. 11 comma 1, testo vigente al 10 agosto 2026. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.
  2. TUIR art. 13 commi 1 e 1.1. Oltre 50.000 euro la detrazione da lavoro dipendente è zero. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.
  3. INPS circolare 40 del 22 febbraio 2011: aliquota IVS complessiva 33,00%, quota a carico del lavoratore 9,19%. servizi2.inps.it, riletta il 2026-08-10.
  4. INPS circolare 6 del 30 gennaio 2026, paragrafo 5: 1% a carico del lavoratore sulla quota oltre la prima fascia. www.inps.it, riletta il 2026-08-10.
  5. TUIR art. 51 comma 2 lettera c): limite giornaliero di esenzione delle prestazioni sostitutive del vitto. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.

Nota metodologica. Il netto di ogni offerta esce dallo stesso motore che usa il controllo del cedolino: se un giorno sbagliasse, sbaglierebbe allo stesso modo su tutte e due le colonne, e la differenza resterebbe corretta. Il metodo sta nella Metodologia; se trovi un conto che non torna, scrivimi a reclami@cashbro.it.

Gli altri strumenti

Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza fiscale, del lavoro o finanziaria, né una raccomandazione personalizzata. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un consulente del lavoro o a un professionista abilitato.