Comincia da qui

Home/Strumenti/Quanto resta di un aumento

STR/08StipendioGratis

Ti hanno offerto un aumento: quanto ne arriva in banca

Fra il numero che ti hanno detto e quello che vedrai sul conto c’è una differenza più grande di quanto pensi. E l’aliquota che paghi su quella parte non è quella del tuo scaglione.

Ti serveRAL e aumento offerto
Ti diceNetto in più e aliquota vera
Dove giraNel tuo browser
Dati che esconoNessuno
Cosa calcola
Quanto di un aumento lordo ti arriva netto, e quale aliquota stai pagando su quell’aumento.
Con quale formula
Netto calcolato sulla retribuzione attuale, netto calcolato su quella aumentata, differenza. Con gli scaglioni IRPEF e con le detrazioni da lavoro dipendente che si riducono mentre il reddito sale.
Cosa non considera
Premi variabili, welfare aziendale, cambi di aliquota locale, e le prestazioni legate all’ISEE che un reddito più alto può ridurre o farti perdere.

Ultimo aggiornamento dei numeri: 10 agosto 2026, riletti sulle fonti in fondo alla pagina.

Un aumento non si tassa con una percentuale sola. Si calcola il netto di prima, si calcola il netto di dopo e si guarda la differenza: è l’unico modo per far comparire la parte che nessuno mostra, cioè la detrazione che si riduce mentre il reddito sale.

Il conto

In euro all’anno, tredicesima compresa.

La cifra di cui vi state parlando, al lordo.

L’aumento si moltiplica per le mensilità del contratto.

Facoltativa. Se la lasci a zero, il conto ignora le addizionali.

Facoltativa, e cambia ogni anno.

Il risultato si aggiorna mentre scrivi.

Questo è il conto di un dipendente senza familiari a carico, senza altri redditi e senza premi variabili. Un reddito più alto può anche farti perdere prestazioni legate all’ISEE, che qui non entrano: se ne hai, il conto vero è peggiore di questo.

Quello che cambia davvero
Netto in più ogni mese

Aliquota marginale effettiva

Lordo annuo prima

Lordo annuo dopo

Aumento lordo in un anno

Detrazione da lavoro dipendente prima

Detrazione dopo, e quanto si è ridotta

Detrazione persa per strada

Netto annuo prima

Netto annuo dopo

Netto in più in un anno

Questo strumento fa il conto dentro il tuo browser: con JavaScript disattivato non può funzionare. Il conto da lordo a netto, svolto riga per riga su un esempio, sta nella guida sulla prima busta paga.

Perché i conti sembrano sbagliati

La mia opinione

Questo è il punto dove di solito uno pensa di aver capito male i conti. Non hai capito male. Mentre il reddito sale le detrazioni scendono, e le due cose insieme possono farti pagare su quell’aumento molto più dell’aliquota del tuo scaglione. Nessuno te lo dice perché non è scritto da nessuna parte: è una conseguenza, non una regola.

Il gradino dei sessantacinque euro

C’è un punto solo, in tutta la scala, in cui guadagnare di più ti lascia meno soldi in tasca. L’ulteriore detrazione di sessantacinque euro l’anno spetta fino a 35.000 euro di reddito complessivo e a 35.000,01 sparisce tutta insieme: non si riduce, sparisce. Se il tuo aumento ti porta a scavalcare quella soglia, lo strumento te lo scrive sopra il conto.

Dove non ho una risposta pulita

Il conguaglio di fine anno rimescola le carte: le detrazioni spettano sull’anno intero, ma l’azienda le applica mese per mese su una previsione. Se l’aumento arriva a metà anno, il mese del conguaglio vedrai un numero che non somiglia a nessuno dei due che ti mostro qui. Non ho un modo onesto di prevederlo senza sapere il mese esatto e la previsione che ha usato il tuo datore di lavoro.

La cosa che nessuno vuole sentirsi dire

Un aumento resta un aumento anche se te ne arriva metà. Il punto non è rifiutarlo. Il punto è saperlo prima, così quando arriva il cedolino non pensi che ci sia un errore.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra aliquota nominale ed effettiva?

La nominale è quella scritta nella legge per il tuo scaglione. L’effettiva è quanto perdi davvero su un euro in più, e comprende anche la detrazione che quell’euro ti fa perdere. La prima è una regola, la seconda è un risultato.

Mi conviene chiedere l’aumento in welfare invece che in busta?

Non te lo dico io. Le due cose hanno regole fiscali diverse e conseguenze diverse su contributi e pensione, e la risposta dipende dalla tua situazione, non dalla matematica. Quello che posso darti è il numero: quanto arriva in banca di un aumento in busta paga.

Il conto vale anche per un passaggio di livello?

Vale per la parte in denaro. Un passaggio di livello di solito muove anche scatti, ferie, permessi e tutele: quelle non sono nel conto e non sono di secondaria importanza.

Fonti

  1. TUIR art. 11 comma 1, testo vigente al 10 agosto 2026. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.
  2. TUIR art. 13 commi 1 e 1.1. Oltre 50.000 euro la detrazione da lavoro dipendente è zero. www.normattiva.it, riletta il 2026-08-10.
  3. INPS circolare 40 del 22 febbraio 2011: aliquota IVS complessiva 33,00%, quota a carico del lavoratore 9,19%. servizi2.inps.it, riletta il 2026-08-10.
  4. INPS circolare 6 del 30 gennaio 2026, paragrafo 5: 1% a carico del lavoratore sulla quota oltre la prima fascia. www.inps.it, riletta il 2026-08-10.

Nota metodologica. L’aliquota marginale effettiva qui è la differenza fra i due netti annui divisa per l’aumento lordo annuo. Non è un’approssimazione: è la definizione. Il metodo sta nella Metodologia; se trovi un conto che non torna, scrivimi a reclami@cashbro.it.

Gli altri strumenti

Contenuto informativo a carattere divulgativo. Non costituisce consulenza fiscale, del lavoro o finanziaria, né una raccomandazione personalizzata. Per la tua situazione specifica rivolgiti al tuo ufficio del personale, a un consulente del lavoro o a un professionista abilitato.